Assertività: il segreto per una comunicazione efficace!

La comunicazione è alla base della nostra capacità di relazionarci con gli altri.

E poiché l’uomo è un animale sociale questo costituisce un elemento fondamentale della sua possibilità di adattamento e sopravvivenza.

Attraverso la comunicazione verbale e non verbale gestiamo i nostri rapporti familiari, amicali, lavorativi, amorosi. Ma non solo.

Sulla comunicazione si fonda una vera e propria industria! Si pensi al marketing e alla pubblicità…ma anche alla politica o all’informazione.

Ecco perché è così importante comunicare efficacemente!

Le persone che definiamo assertive sono dotate, fra le altre,  di questa prodigiosa capacità che consente loro di porsi in modo adeguato nelle situazioni sociali mostrando di essere sicuri di sé, competenti, spontanei, consapevoli dei propri e degli altrui bisogni, sentimenti ed emozioni.

L’assertività risulta quindi strettamente legata al concetto di autostima, cioè la percezione del proprio valore.

Se sentiamo di essere carenti in questi due aspetti, niente paura! I training assertivi possono giungere in nostro soccorso…

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A chi di noi non è mai capitato di sentirsi un po’ inadeguato in certe situazioni sociali? Di avere la sensazione di non sapersi esprimere di fronte a colleghi, clienti o datori di lavoro? Di avere l’impressione che le persone non siano in grado di cogliere quelli che sono i nostri reali desideri e bisogni? Di non essere dotati della capacità di comunicare efficacemente?

Ben pochi sono in grado di rispondere con fermezza “No, a me non è mai capitato” e coloro sono quelli che siamo soliti definire come personalità assertive.

Ma cos’è l’assertività e come si manifesta?

Le persone assertive possiedono la grande capacità di elaborare risposte che impediscono lo svilupparsi di stati d’ansia e grazie a questa riescono ad esprimersi in modo adeguato, esternando agli altri i propri bisogni, pensieri, sentimenti, emozioni e conoscenze in modo ottimale.

Questa caratteristica permette, alla persona che la possiede, di mostrarsi autosufficiente nei rapporti interpersonali, fiduciosa, competente, spontanea nell’ espressione dei propri sentimenti ed emozioni, ammirata e rispettata proprio perché capace di fornire risposte socialmente adeguate che permettono l’inserimento positivo e gratificante del singolo nella collettività.

Essere assertivi, però, può risultare, nella pratica, più difficile di quanto si pensi…

Spesso, infatti, proprio a causa della forte ansia che si prova in diverse situazioni sociali (che vanno dal dire ciò che si pensa, all’esprimere un disappunto, al fare semplicemente una domanda) l’individuo tende a porsi con modalità di risposta che risultano eccessive, sebbene contrapposte. Esse sono definite come anassertive passive e anassertive aggressive.

Tali comportamenti estremi possono essere immaginati come poli opposti lungo un continuum al centro del quale si trova il comportamento assertivo, appunto, che si differenzia dagli altri due rispetto al senso di valore personale, più comunemente noto come autostima.

Esso, infatti, è basso in chi, inibito, tende ad arrendersi al volere altrui e reprime i propri desideri (personalità passiva) o in chi ha bisogno, per raggiungere i propri obiettivi ed affermarsi, di imporsi con violenza, minimizzando, calpestando, disconoscendo, il valore altrui (personalità aggressiva); risulta, infine, ragionevole ed onesto in chi, cosciente della propria dignità umana, è in grado di compiere scelte nel riconoscimento e nel rispetto dei propri e altrui bisogni (personalità assertiva).

Come è facilmente intuibile, sia il comportamento passivo che quello aggressivo, si configurano come risposte inadeguate e non adattive.

In particolare, se il primo genera frustrazione, inibizione, senso di colpa, insicurezza, ansia ed isolamento; il secondo, all’opposto, è una risposta imprevedibile, inadeguata, sproporzionata allo stimolo, esplosiva. Genera, anch’essa, sensi di colpa e si realizza nell’invasione dello spazio vitale degli altri.

In entrambi i casi, se nell’immediato la persona con modalità anassertive può trovare anche dei vantaggi nel proprio modo di relazionarsi, a lungo andare tali modalità di porsi possono generare conseguenze anche molto nocive per la salute.

Prendiamo, come esempio, la situazione tipica di un soggetto passivo che, semplicemente per il desiderio di evitare conflitti ad ogni costo, tende sempre a compiacere gli altri preoccupandosi raramente di compiacere se stesso. Sicuramente, nell’immediato, così facendo la persona passiva riesce ad eludere le situazioni potenzialmente ansiogene delineandosi, agli occhi degli altri, come una persona gentile, sempre disponibile e altruista; ma a lungo termine le cose si verranno a configurare in modo ben diverso. In particolare, la persona andrà incontro ad una progressiva perdita di autostima, sensi di rabbia repressi, risentimenti, generalmente somatizzati in vari modi (mal di testa, disturbi di stomaco, insonnia, per esempio).

Conseguenze analoghe possono essere immaginate per l’individuo aggressivo che, con le sue modalità di porsi irruente ed eccessive, tenderà ad essere disprezzato, e quindi isolato, dagli altri.

Arrivati a questo punto risulta indispensabile, però, ricordarsi che l’assertività è un’abilità sociale e pertanto può essere acquisita negli individui che non la possiedono.

A tal proposito sono disponibili Training Assertivi che si pongono, come obiettivo principale, proprio quello di far apprendere a individui anassertivi abilità sociali appropriate e adattive.

L’individuo deve, quindi, essere in grado di acquisire quel potere di autodeterminazione che nasce dal vivere sé stessi come protagonisti della propria vita. Deve, quindi, recuperare la propria autostima, il potere di decisione che gli spetta, il rispetto per gli altri, l’efficienza nell’esprimere e realizzare i propri progetti e desideri.

A tal fine vengono fornite all’anassertivo istruzioni piuttosto chiare tese alla formazione di capacità sociali che sostituiscano i comportamenti precedenti per colmare il suo abituale deficit relazionale.

Durante la fase di allenamento vengono impartite abilità di tipo sociale che consentono di ottenere una maggiore affermazione nei rapporti con gli altri e di inserirsi, quindi, in modo più armonioso nei vari contesti, migliorando anche l’immagine che ognuno possiede relativamente a sé stesso. Una volta acquisito il possesso di tali abilità sociali, queste tendono a produrre una diversa percezione della realtà e quindi di sé.

Le abilità a cui si fa riferimento durante il Training sono sia di tipo non verbale che di tipo verbale.

Le abilità non verbali sono la prima risposta a una situazione imbarazzante. Lavorando con persone anassertive, di solito ci si rende conto di quanto alla base delle loro difficoltà nell’esprimersi ci sia la frequente tendenza a percepirsi più come osservati che come osservatori e ciò provoca, spesso, delle distorsioni nel modo di interpretare le reazioni degli altri (e reagire di conseguenza!).

Fondamentale, quindi, è spiegare dettagliatamente ai soggetti in Training l’importanza di cogliere nei gesti, nei movimenti, negli sguardi, nel tono della voce delle persone con cui ci rapportiamo, segnali ricchi di informazioni; rendendoli consapevoli di quanto loro stessi, con i loro atteggiamenti (tendenza ad occupare il minor spazio possibile o, al contrario, invadere lo spazio altrui; diminuire o aumentare la distanza tra sé e l’altro versus mantenere una distanza adeguata tra sé e l’interlocutore; tenere la testa alzata e le spalle rialzate ecc.) comunicano necessariamente aspetti di sé che difficilmente  sfuggono agli altri proprio in quanto non verbali (e quindi inconsci e più difficilmente controllabili).

Lavoro analogo può essere svolto rispetto alle abilità verbali attraverso le quali vengono forniti consigli relativi alle modalità ritenute più adeguate per presentarsi, fare domande, cambiare argomento, terminare una conversazione o gestire silenzi. Situazioni, queste, che spesso possono apparire imbarazzanti e generare quindi ansia, impedendo all’individuo di esprimersi affermativamente.

A tale proposito si rendono particolarmente utili esercizi nei quali la situazione problematica per la persona viene affrontata attraverso simulazioni che la riproducono all’interno di circostanze meno ansiogene (in quanto non reali), esponendo quindi l’individuo, gradualmente, alla situazione temuta.

Diventare maggiormente assertivi è possibile! Ciò richiede un certo sforzo da parte del soggetto che deve trovare il coraggio di mettersi in gioco, andando talvolta contro modalità di porsi che ormai gli appartengono ma che risultano controproducenti. Esse però possono essere abbandonate. Inizialmente ciò potrà comportare una certa ansia ma, con il tempo, grazie a un po’ di sacrificio e tanta determinazione, anche l’individuo passivo o quello aggressivo potranno conoscere i vantaggi dell’assertività e riusciranno ad esprimere ciò che vogliono, come vogliono.

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Dott.ssa Ilaria Visconti

Psicologa Psicoterapeuta, specialista in Psicoterapia Comparata redattrice EMAIL: doc.ilariavisconti@gmail.com TELEFONO: 339.6034157 Mi chiamo Ilaria Visconti, sono una Psicologa Psicoterapeuta e vivo a lavoro a Firenze, città che adoro. È molto difficile, per me, pensarmi svincolata dalla psicologia. Sebbene da piccola, infatti, sognassi di fare l’attrice, già alle superiori, scegliendo il Liceo Socio-Psico-Pedagogico è stato facile immaginare cosa sarei diventata da grande. Ed è così che d’istinto (forse nemmeno troppo), a 19 anni mi sono trasferita a Firenze per studiare Psicologia all’Università; nel 2009 mi sono laureata in Psicologia Clinica e della Salute e, dopo il tirocinio e l’esame di stato, mi sono iscritta alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Comparata coronando, finalmente, nel 2014 il sogno di una vita di diventare Psicoterapeuta. Svolgo a Firenze, con tanta passione e dedizione, attività di libera professione dal 2010 nel lavoro clinico con adolescenti, adulti e coppie e continuo a pensare, sempre di più, che il mio lavoro, sia il più bello che esista.

4 Responses

  1. marcella ha detto:

    Condivido in pieno, ogni giorno mi trovo ad affrontare situazioni simili

  2. Sonia ha detto:

    Molto carino ed efficace questo video!! 😉

  3. Giulia ha detto:

    Bravissimo il ragazzo del video e carinissima la ragazza. Bravi, molto efficace.

  4. Anna Rita ha detto:

    Questo video è davvero esaustivo e concreto.Complimenti, bravi!!!

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