Burnout: riconosci il tuo disagio

Abbiamo visto come sviluppare una sindrome da burnout causi ricadute anche molto gravi tanto nella vita professionale quanto in quella privata. La qualità del lavoro subisce un profondo deterioramento che si ripercuote sia sull’organizzazione che sull’utenza.

L’ambiente di lavoro diventa insopportabile e in famiglia si finisce per riversare tutto questo malessere, complicando le cose anche nel privato…finendo per accusare disturbi e problematiche a livello comportamentale, fisico, psichico, emotivo e sociale.

Ma il burnout deriva dalla cronicizzazione di uno stato di disagio e, se preso in tempo, si può evitare che le sue ripercussioni incidano profondamente e pervasivamente su così tanti aspetti della nostra esistenza.

La Dr.ssa Beverly Potter ha messo a punto alcuni strumenti utili a individuare il livello di disagio (Test Breve) e il rischio di sviluppare la sindrome da burnout (BPI, Burnout Potential Inventory). Inoltre, l’ARIPS (Associazione di Ricerca e Intervento Psicosociale) ha ideato un “termometro” per misurare la temperatura di burnout. Grazie a questi tre questionari potrai iniziare a capire se il burnout è entrato o sta entrando nella tua vita. Non dovrai necessariamente compilarli tutti, ma ognuno ti darà un indizio in più.

Ricorda che questi TEST non si sostituiscono al parere di un esperto!

Possono però fornirti un’indicazione sul livello di stress e disaffezione legati alla tua attività lavorativa per iniziare a prendere consapevolezza del problema e, inoltre, avrai modo di riflettere su alcuni aspetti circa la qualità della tua vita professionale che forse finora ti erano sembrati scontati.

Fai i test

Prendi carta e penna e cominciamo…

1. TEST BREVE SUL BURN OUT di B.Potter (scarica il PDF)

Istruzioni: Leggi una frase alla volta e scrivi subito il punteggio. Alla fine, somma i punteggi di ogni frase.

1= raramente; 2=qualche volta; 3=non saprei; 4=spesso; 5=continuamente

  1. Mi sento stanco anche dopo una buona dormita____
  2. Sono insoddisfatto del mio lavoro____
  3. Mi intristisco senza ragioni apparenti ____
  4. Sono smemorato____
  5. Sono irritabile e brusco____
  6. Evito gli altri sul lavoro e nel privato____
  7. Dormo con fatica (per preoccupazioni di lavoro)____
  8. Mi ammalo più del solito ____
  9. Il mio atteggiamento verso il lavoro è “chi se ne frega”? ____
  10. Entro in conflitto con gli altri ____
  11. Le mie performance lavorative sono sotto la norma ____
  12. Bevo o prendo farmaci per stare meglio____
  13. Comunicare con gli altri è una fatica ____
  14. Non riesco a concentrarmi sul lavoro come una volta____
  15. Il lavoro mi annoia ____
  16. Lavoro molto ma produco poco ____
  17. Mi sento frustrato sul lavoro ____
  18. Vado al lavoro controvoglia ____
  19. Le attività sociali mi sfiniscono ____
  20. Il sesso non vale la pena ____
  21. Quando non lavoro guardo la tv ____
  22. Non mi aspetto molto dal lavoro ____
  23. Penso al lavoro, durante le ore libere ____
  24. I miei sentimenti circa il lavoro interferiscono nelle mia vita privata ____
  25. Il mio lavoro mi sembra inutile, senza scopo ____

Ora calcola il punteggio:

da 25 a 50 — E’ tutto OK
da 51 a 75 — Meglio prendere qualche misura preventiva
da 76 a 100 — Sei candidato al burnout
da 101 a 125 — Chiedi aiuto

2. BURNOUT POTENTIAL INVENTORY  di B. Potter (scarica il PDF)

Quanto spesso riscontri queste situazioni sul lavoro?

Pensa alla tua vita lavorativa negli ultimi sei mesi e usa la scala sottostante per valutare quanto spesso sei coinvolto in ciascuna situazione descritta nel quiz. Troverai 4 domande per ogni “dimensione” valutata. Alla fine somma i punteggi.

(Raramente) 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 (Costantemente)

Mancanza di potere

  1. Non posso risolvere i problemi che mi sono assegnati____
  2. Sono intrappolato in un lavoro senza opzioni____
  3. Non posso influenzare le decisioni che mi riguardano____
  4. Posso essere licenziato senza poter fare niente____

Assenza di informazioni

  1. Le responsabilità legate al mio lavoro non sono chiare____
  2. No ho le informazioni che mi servono per lavorare bene____
  3. I miei colleghi non capiscono il mio ruolo____
  4. Non capisco gli obiettivi del mio lavoro____

Conflitto

  1. Sono preso in mezzo____
  2. Devo soddisfare domande conflittuali____
  3. Sono in disaccordo coi miei colleghi____
  4. Devo violare le norme per fare il mio lavoro____

Equipe inefficiente

  1. I colleghi mi ostacolano____
  2. Il dirigente fa favoritismi____
  3. La burocrazia interferisce col mio lavoro____
  4. Sul lavoro si compete in vece di cooperare____

Straripamento

  1. Il lavoro interferisce con la mia vita privata____
  2. Ho troppo da fare in poco tempo____
  3. Devo lavorare anche nel tempo libero____
  4. Il lavoro straordinario aumenta____

Noia

  1. Ho troppo poco da fare____
  2. Sono iperqualificato per il lavoro dequalificato che faccio____
  3. Il lavoro non offre nessuna sfida____
  4. La maggior parte del mio tempo è spesa in lavori di routine____

Scarsi feedback

  1. Non so mai se quello che faccio va bene o no____
  2. Il mio capo non dice mai nulla di quello che faccio____
  3. Ottengo le informazioni troppo tardi per usarle____
  4. Non vedo i risultati del mio lavoro____

Punizioni

  1. Il mio capo è ipercritico____
  2. Sono gli altri che traggono merito dal mio lavoro____
  3. Il mio lavoro non è apprezzato____
  4. Vengo rimproverato per gli errori di altri____

Alienazione

  1. Sono isolato dagli altri____
  2. Sono un ingranaggio della macchina organizzativa____
  3. Ho poco in comune coi colleghi che lavorano con me____
  4. Evito di dire in giro dove lavoro e cosa faccio____

Ambiguità

  1. I ruoli cambiano costantemente____
  2. Non so cosa ci si aspetta da me____
  3. Non c’è relazione fra prestazione e successo____
  4. Le priorità sul lavoro non sono chiare____

Scarsità di ricompense

  1. Il mio lavoro non è soddisfacente____
  2. Ho pochi successi reali____
  3. La carriera non è come mi aspettavo____
  4. Non ho rispetto____

Conflitti di valore

  1. I miei valori sono compromessi____
  2. La gente disapprova quello che faccio____
  3. Non credo nell’organizzazione in cui lavoro____
  4. Nel lavoro, non ci metto il cuore____

Punteggio: il tuo rischio di Burnout

da 48 a 168 / Basso. Fai qualche azione preventiva.
da 169 a 312 / Moderato. Sviluppa un piano per correggere le tue condizioni.
da 313 a 432 / Alto. E’ essenziale un qualche intervento.

3. MISURATI LA “FEBBRE” (ARIPS – scarica il PDF)

Ti invitiamo a misurare la tua temperatura di burnout. Pensando agli ultimi sei mesi, cerca di indicare se ti è capitato di sentire o fare le cose scritte di seguito. Segna con una X le voci che indicano sentimenti o fatti che ti sono capitati più spesso o con più intensità:

  • la mattina, andare al lavoro, è un grosso sforzo per me
  • il lavoro che faccio, in fondo, è del tutto inutile
  • quando penso al lavoro sento rabbia e risentimento
  • il lavoro mi serve per sopravvivere economicamente
  • non riesco a trovare niente di positivo nel lavoro che faccio
  • la mia vita vera è al di fuori del lavoro; lì mi basta riuscire a farmi i fatti miei
  • durante la giornata di lavoro mi sento stanchissimo/a
  • ogni giorno non vedo l’ora che arrivi il momento di andare a casa
  • dopo una giornata di lavoro mi sento distrutto/a
  • in verità coloro con cui ho rapporti sul lavoro non mi piacciono molto
  • appena posso cerco di evitare i “contatti” con gli utenti
  • penso che i miei utenti non siano tanto “belli”
  • faccio molta fatica ad “ascoltare” veramente ciò che vogliono dirmi gli utenti
  • mi sembra di essere sempre allo stesso punto, di non fare progressi
  • in fondo, se i miei utenti non traggono vantaggi dal mio aiuto è colpa loro
  • ciò che contano, alla fine, sono soprattutto le formalità (procedure, regolamenti, schede, ecc..)
  • mi addormento con difficoltà e dormo poco e male
  • coi colleghi cerco di evitare ogni discussione
  • sul lavoro la cosa che più importa è “star bene”, stare in pace, farmi i fatti miei
  • penso che ci vorrebbero più misure di controllo sul comportamento dei miei utenti (più disciplina, più psicofarmaci, ecc..)
  • soffro spesso di influenze, allergie, mal di testa, disturbi intestinali
  • faccio fatica a cambiare opinione e non sopporto l’idea di dover cambiare qualcosa nel mio lavoro
  • sono molti, sul lavoro, quelli che ce l’hanno con me o non mi stimano
  • prendo pillole di ogni genere
  • appena posso mi assento dal lavoro adducendo motivi familiari, o di salute, o altro
  • in famiglia sono irritabile e litigioso/a; oppure ho problemi col partner
  • cosa sto facendo? Chi me lo fa fare?
  • sto sacrificando troppo il “mio” privato
  • in fondo per le “tre lire” che mi danno
  • certi miei utenti, certi colleghi, certi dirigenti, guadagnano come me o più di me senza “sbattersi” tanto
  • quale carriera mi aspetta? Posso andare avanti in questo posto per vent’anni?
  • forse mi conviene guardarmi in giro o riprendere a studiare, non si sa mai
  • non riesco ad essere utile ai miei utenti
  • nel mio territorio è impossibile fare un buon lavoro
  • l’Istituzione non offre alcun valido appoggio, anzi
  • tutta l’organizzazione in cui lavoro, non risponde alle reali esigenze degli utenti
  • superiori, dirigenti e politici non hanno alcun apprezzamento per il mio lavoro
  • gli utenti non hanno quasi alcun apprezzamento per ciò che faccio, schede, relazioni, rapporti scritti mi soffocano
  • sono impreparato per il lavoro che faccio, e si vede
  • a causa del mio sesso, ho più problemi degli altri, nel mio lavoro
  • non so mai cosa devo fare io e cosa devono fare gli altri (colleghi, amministratori, dirigenti, consulenti, ecc..)
  • nel territorio il mio prestigio è quasi zero
  • i rapporti coi colleghi sono inesistenti o negativi
  • verso il lavoro provo spesso noia o nausea
  • l’importante è evitare problemi, sul lavoro
  • i casi difficili, le riunioni, gli straordinari se li facciano gli altri
  • meno impegno possibile, sia mentale che temporale
  • ora mi defilo, mi do per occupatissimo
  • devo cercare di farmi dare un incarico di tutto riposo
  • quanto mi manca per la pensione minima?

Somma: quante crocette hai messo?

Conta le crocette, dividi il loro numero per 4 e aggiungi 36. Il risultato di questa operazione è la tua “febbre”.
(tratto da: AA.VV. “L’operatore cortocircuito”, CLUP, Milano, 1987)

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Dott.ssa Laura Caminiti

HR Consultant, specialista in selezione e formazione delle Risorse Umane Socia fondatrice, amministratrice e responsabile di PsicologiaOK EMAIL: caminiti.laura@gmail.com Sono una persona socievole e dinamica, aperta alle novità e al cambiamento. Da bambina ho sognato di fare il prestigiatore, il meccanico, lo scienziato, l’artista, il veterinario...poi a un certo punto mi sono accorta che mi piaceva osservare le persone. Volevo conoscere le loro storie, comprendere i motivi per cui si comportavano in un certo modo, scovare cosa le accomuna e cosa le rende così diverse, sapere dove si trovano le risorse per reagire ai momenti difficili che la vita a volte ci impone. Così ho scelto la Psicologia e, poco più avanti nel percorso, ho conosciuto e mi sono innamorata della Psicologia del Lavoro e di tutto ciò che ruota intorno al settore delle Risorse Umane. Oggi sono una Psicologa del Lavoro e delle Organizzazioni (iscrizione all’Albo n° 18846 - Ordine degli Psicologi del Lazio), laureata a Firenze con ordinamento quinquennale. Ho un master in Gestione, Sviluppo e Amministrazione del Personale. Attualmente lavoro presso la Baby & Job s.r.l., società che opera nell'ambito dei servizi dedicati all'infanzia. Mi occupo di selezione, sviluppo, progettazione e supporto alla Direzione. Coordino anche il centro di ricerca e formazione interno, Infanzia & Dintorni. In passato, ho acquisito una discreta esperienza nel campo dell’accoglienza e del supporto al disagio sociale grazie al mio lavoro di educatrice di sostegno ai bambini disabili nelle scuole d’infanzia e operatrice in casa famiglia; ma anche di ricerca e sviluppo nel campo degli strumenti di assessment psicologico. La mia frase preferita: “Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde” (Alessandro Baricco)

6 Responses

  1. Alexis ha detto:

    Cosa devo fare per quanto concerne il rapporto coi superiori e l’ufficio personale se dopo 6 mesi di lavoro sono totalmente in burnout?
    Ho la sindrome di asperger senza una diagnosi valida legalmente ma solo una conseguita in via privatistica.
    Svolgo una professione del ramo sanitario.

    Inutile dire che tutti i test di valutazione del burnout che ho fatto, mi hanno dato come risultato “cerca aiuto” o qualcosa del genere.

    Oggi pomeriggio dovrei andare a lavoro, sono sveglio dalle 4 dopo 2 ore di sonno…
    direi che vado in pronto soccorso e chiedo aiuto.

    Consigli?

  2. Dott.ssa Laura Caminiti ha detto:

    @ Alexis:

    Alexis, non ci sono molti consigli da poter dare in questa sede se non quello di rivolgersi a uno psicologo specializzato nel trattamento di patologie legate all’ambiente di lavoro.

    Come ha certamente letto, le cause sono da ricercarsi in alcuni elementi disfunzionali dell’organizzazione in cui il lavoratore opera e separare tali cause da altre che eventualmente riguardano la sfera personale non è un processo semplice e lineare. Pertanto la “soluzione” è piuttosto articolata e chiama in campo diverse strategie e professionalità, che si combinano in base alle esigenze e agli obiettivi dell’azione che si intende perseguire (medico di base, psicologo/psicoterapeuta/psichiatra, avvocato, perito, sindacato…). Ecco perché è così importante agire in maniera preventiva.

    Può individuare lo specialista autonomamente o con l’aiuto del suo medico curante. Esistono inoltre associazioni e consultori sul territorio specializzati su questa problematica che possono fornire adeguato sostegno sia attraverso la presa in carico del problema individuale (e quindi la gestione del “sintomo”), sia per quanto riguarda eventuali azioni risarcitorie.

  3. Eliana Giuffre' ha detto:

    Molto interessante. E’ possibile avere le domande e l’elaborazione del test?

  4. Dott.ssa Laura Caminiti ha detto:

    @ Eliana Giuffre’:
    Buongiorno Eliana,
    le domande e le regole di scoring sono esplicitate nell’articolo (cliccando su: “Fai i test”) e può scaricare il contenuto in pdf.
    Tenga presente che i test qui riportati sono liberamente accessibili su internet e hanno valore orientativo.

  1. 14 dicembre 2013

    […] Sistema di Rilevazione Burn-Out operatori, analisi delle cause ed  indicazioni per  risoluzione      (FAI il TEST  http://www.psicologiaok.com/1598/burnout-riconosci-il-tuo-disagio/) […]

  2. 21 dicembre 2013

    […] (FAI il TEST ->  http://www.psicologiaok.com/1598/burnout-riconosci-il-tuo-disagio/) […]

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