La mediazione familiare: gestire il conflitto in caso di separazione

La separazione è un momento difficile e doloroso per chiunque e lo diventa ancor di più se non è consensuale.
Qualunque sia la causa scatenante questa decisione, trovarsi a un certo punto di un cammino comune di fronte alla scelta di dividersi non può che determinare una sensazione forte di perdita di equilibri consolidati e di non sapere bene cosa aspettarsi dal futuro.

E’ molto facile sperimentare sentimenti negativi come la frustrazione derivante dal fallimento di un progetto di vita, la rabbia di vedere infranti i propri sogni, la sofferenza di perdere qualcuno che ancora si ama, la ferita derivante da un tradimento, l’esasperazione per una situazione di disagio che si è protratta magari per anni….

In uno stato d’animo di questo tipo la perdita di lucidità è quasi inevitabile e si rischia di affrontare quelle che sono le decisioni contingenti una separazione o un divorzio sotto la spinta di emozioni forti, senza possedere la giusta serenità per poterle prendere in maniera ponderata e consapevole.

Se questo è già di per sé negativo quando si tratta di persone adulte, diventa disastroso se di mezzo ci sono anche dei bambini che rischiano di diventare l’arma con cui ferire l’ex coniuge.

Ecco che la figura del Mediatore Familiare può entrare efficacemente in gioco in situazioni di conflitto: una sorta di arbitro in grado di

  • proporre ai due contendenti modalità alternative di confronto e comunicazione
  • attivare processi di negoziazione
  • guidare gli ex coniugi verso la gestione e risoluzione del conflitto secondo una strategia win-win che consenta a tutti gli attori in gioco di raggiungere accordi soddisfacenti e di tutelare il benessere di ognuno, soprattutto dei figli.

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Chi di noi non ha visto almeno una volta il film “La guerra dei Roses” con Michael Douglas  e Kathleen Turner? E magari guardandolo ci siamo chiesti “Com’è possibile finire un matrimonio così ed odiarsi tanto?”Pur essendo una pellicola del 1989 sembra molto attuale: quante volte i racconti di amici e, sempre più spesso, la cronaca ci raccontano di situazioni simili?

Viene spontaneo chiedersi: possibile che non ci sia un modo per affrontare la separazione in maniera più serena?

In effetti, un modo ci sarebbe…ma raramente si sente parlare di Mediazione Familiare.

Sicuramente il termine inganna: chi non la conosce, pensa che sia qualcosa che riunisce le coppie, che le aiuta a riconciliarsi. Ma non è così: possiamo dire che la Mediazione familiare è una sorta di accompagnamento alla separazione.

Solitamente separazione e divorzio sono associati alla figura dell’avvocato e quindi all’idea di battaglie, contese ed investimento economico!

Non è detto che debba per forza essere così: la Mediazione familiare infatti è un percorso condotto da una persona imparziale (il mediatore) con cui si aiutano le coppie che si vogliono separare a comunicare meglio e a raggiungere le proprie decisioni (relative a divorzio, figli, finanze, proprietà e quant’altro) con cognizione di causa.

Il mediatore deve sostenere la coppia in questo difficile momento e aiutarla a gestire o risolvere i conflitti, senza prendere decisioni al loro posto: la coppia infatti dovrà cercare da sé e consensualmente le soluzioni migliori per il benessere dei figli e di loro stessi, tenendo conto dei bisogni di ciascun componente della famiglia.

Se è la coppia stessa a decidere cosa è meglio, sarà più facile gestire gli accordi senza difficoltà, senza litigi e senza recriminazioni future, ma soprattutto si potranno raggiungere decisioni soddisfacenti e durevoli nel tempo.

Si elimina così la contrapposizione vincitore-vinto, che tanto caratterizza le separazioni affidate agli avvocati:

 

attraverso la Mediazione escono tutti vincitori!

Quando una coppia decide di separarsi, spesso i sentimenti principali che si manifestano sono la rabbia, la delusione e la sofferenza: sotto queste emozioni la coppia deve cercare nuove forme di collaborazione e di comunicazione.

La Mediazione è la soluzione migliore per i figli poiché il mediatore viene in soccorso proprio per aiutare gli ex coniugi a cercare una cooperazione nel gestire il ruolo genitoriale; attraverso questo percorso si vuole promuovere la continuità dei legami:

con la separazione si rompe infatti il patto coniugale, ma non quello genitoriale!

E’ necessario che gli ex coniugi progettino assieme un futuro comune, non più come coppia, ma come padre e madre: lo scopo è quello di valorizzare ed incentivare la bigenitorialità.

L’obiettivo principale del mediatore è principalmente quello di aiutare i genitori a “vedere” i propri figli al di là del conflitto: i bambini saranno così al centro dei pensieri della coppia e non utilizzati come un’arma.

Ma come funziona la Mediazione familiare?

Il percorso di Mediazione familiare si articola in dieci/dodici incontri, generalmente di un’ora e mezza,  con entrambi i coniugi, durante i quali il mediatore aiuta la coppia a trovare nuove soluzioni, che sono possibili, ma che la rabbia spesso nasconde, e permette loro così di uscire da certi schemi prestabiliti.

In Mediazione si affrontano diversi argomenti: le modalità di incontro con i figli, gli aspetti economici, la casa coniugale, l’assegno di mantenimento, la comunicazione della separazione a figli e/o nonni, l’arrivo di nuovi partner e tutto ciò che viene richiesto dalla coppia.

Il mediatore è imparziale, o meglio equivicino ad entrambi: non parteggia per nessuno perché il suo obiettivo è quello di raggiungere delle decisioni condivise per il bene di ogni componente della famiglia.

Ciò che viene detto all’interno degli incontri è legato ad un patto di riservatezza: non potrà perciò essere utilizzato in alcuna sede legale.

Al termine di questo percorso si stende un accordo (con l’aiuto di un legale, spesso collaboratore del mediatore) che costituirà la base per il ricorso di “separazione consensuale” da presentare in Tribunale.

Alla Mediazione Familiare però si può ricorrere anche dopo la separazione per modificare gli accordi stabiliti: spesso le situazioni economiche cambiano (in meglio o in peggio) e si rivela necessario rivedere le decisioni precedenti.

La mediazione è volontaria ed in quanto tale può essere interrotta in qualsiasi momento.

Quindi… come muoversi?

Chi sta pensando di separarsi può indirizzarsi al Consultorio Familiare di zona dove è quasi sempre presente un Mediatore familiare oppure rivolgersi alle associazioni di Mediazione familiare (le principali sono l’AIMeF. , l’AIMS e la SIMeF) e consultare i relativi siti web per individuare il mediatore più vicino.

Per contattare un avvocato c’è sempre tempo…quindi vale la pena (anche economicamente!) provare a dare fiducia al Mediatore!

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Dott.ssa Giulia Marchesi

Psicologa Esperta in Ed. Sessuale - Mediatrice Familiare – Insegnante A.I.M.I. di Massaggio Infantile redattrice EMAIL: giulia.marchesi@aimionline.it Non so esattamente quando ho deciso che avrei voluto fare la Psicologa...forse l'ho sempre saputo! Mi sono sempre interessata agli altri, ai loro problemi, alle difficoltà, al grande mondo delle emozioni... E piano piano, crescendo, ho capito che quella di capire le persone e il loro mondo interno sarebbe stata la mia strada! Così, nel 2008, mi sono laureata in Psicologia Clinico-dinamica...perchè questo indirizzo? Perchè nonostante sia sempre stata interessata al mondo infantile, procedendo col percorso universitario ho capito che mi affascinavano tutti gli aspetti della crescita...quindi non solo i bambini, ma anche gli adolescenti e gli adulti. Ogni aspetto della vita cattura la mia attenzione...ed è per questo motivo che il mio percorso di formazione con i tirocini mi ha portata a scoprire diverse realtà: dagli adolescenti con difficoltà agli adulti con problemi psichici, dai bambini disabili alle coppie che si vogliono separare. Sono iscritta all'Albo degli Psicologi del Veneto (n. 7574), nel 2010 sono diventata Mediatrice Familiare e da poco mi sono specializzata in altri due ambiti che sottolineano il mio interesse verso la sfera familiare: sono infatti Insegnante di Massaggio Infantile (socia A.I.M.I. dal 2015) ed Esperta in Educazione Sessuale. La vita è tutta una scoperta...” è come una scatola di cioccolatini...non sai mai quello che ti capita”!

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