Effetti collaterali del cambio di stagione: il disturbo affettivo stagionale (SAD)

 La primavera è finalmente arrivata!

Molti aspettavano con ansia l’uscita dall’inverno, altri guardano al nuovo cambio di stagione con un po’ di apprensione.

Può succedere, infatti, che il passaggio dall’ora solare a quella legale (e viceversa) rappresenti un momento critico in grado di scombussolare i nostri equilibri neurochimici, provocando uno stato di malessere molto vicino alla depressione.

Se all’inizio della primavera o con l’arrivo dell’autunno regolarmente cominciate a sentirvi stanchi, irritabili, apatici…con ogni probabilità soffrite di un Disturbo Affettivo Stagionale (SAD), legato all’influsso delle variazioni climatiche sul sistema endocrino.

Ma niente paura! A tutto c’è un rimedio…a volte più di uno!

Leggi l'articolo completo

L’inizio della primavera è sempre un periodo molto atteso ma è anche una fase piuttosto difficile dal punto di vista psicofisico per gli effetti che il cambio di stagione  ha sulla nostra fisiologia, sullo stile di vita e sull’umore.

Così disturbi temporanei come stanchezza, sonnolenza, depressione, senso di malessere generale, possono essere frequenti.

E non solo: il cambio di stagione è un momento critico anche per chi già soffre di depressione poiché le sollecitazioni  acutizzano i disturbi preesistenti.

Già Ippocrate nel 400 a.C. descriveva una depressione legata alle stagioni, ed anche oggi circa il 25% della popolazione, va incontro a cambiamenti dell’umore, del sonno e dell’attività socio-lavorativa.

In particolare, quando i mutamenti sono ciclici, ad ogni inizio di primavera (in percentuale minore) e d’autunno, si può presentare quello che scientificamente viene definito  disturbo affettivo stagionale (SAD).

Il SAD (Seasonal Affective Disorder, sigla coniata da Rosenthal et al. nel 1984) è un disturbo ciclico dell’umore vero e proprio ed è descritto anche nella guida ai disturbi psichiatrici, il DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder) come modalità di decorso dei disturbi dell’umore. Colpisce circa il 2-3% della popolazione europea in una fascia di età compresa fra i 20 e i 40 anni, con una maggiore incidenza nelle donne.

I sintomi sono facilmente diagnosticabili: stanchezza, irritabilità e sbalzi d’umore, scarsa concentrazione, apatia, eccessivo appetito con forte desiderio di mangiare cibi ad alto contenuto di carboidrati, ed infine ipersonnia e letargia.

Ma quali sono le cause che provocano il disturbo affettivo stagionale?

Le cause non sono ancora chiare, le ricerche condotte finora suggeriscono che la ragione è da ricercare nelle variazioni climatiche di temperatura, umidità e pressione, in grado di influenzare alcune sostanze chimiche (neurotrasmettitori) responsabili del nostro umore, primo tra tutti la serotonina.  Soprattutto la  variazione di luce solare influirebbe sulla produzione di questo neurotrasmettitore che regola anche il ciclo di sonno-veglia e di melatonina, ormone anch’esso coinvolto nella regolazione del sonno, “inceppando” la capacità di adeguare e sincronizzare i ritmi fisiologici e causando stress, inizialmente solo fisico e poi anche psicologico.

Nella maggioranza dei pazienti con SAD infatti i livelli di melatonina, che viene prodotta durante la notte, non presenterebbero le normali fluttuazioni, rimanendo alti per circa due ore in più rispetto al normale.

In primavera così, il nostro corpo si prepara al caldo con variazioni endocrine, e alla maggiore esposizione alla luce variando il livello di secrezione di melatonina. Se questa variazione provoca livelli di produzione anormali (troppo alti o troppo bassi), è stato documentato che possono comparire sintomi collegati a disturbi psichici.

Con il cambiamento dell’ora legale, inoltre, il nostro corpo deve adeguarsi alle modificazioni dell’orologio solare: un processo lento che si può paragonare a quello che avviene quando siamo soggetti ad un cambiamento di fuso orario.

Col passaggio alla stagione invernale, invece, quando l’esposizione alla luce diminuisce, si è osservato che i livelli di trasportatori della serotonina, che servono a rimuoverla, aumentano. Questi trasportatori troppo veloci provocherebbero una eccessiva riduzione della concentrazione del neurotrasmettitore, che trasformato permette, tra l’altro, la sintetizzazione della stessa melatonina.

A livello pratico dunque, come si può diagnosticare il SAD?

Rosenthal et al. hanno elaborato un questionario retrospettivo di facile somministrazione per valutare la suscettibilità ai cambiamenti stagionali. Il SPAQ (Seasonal Pattern Assessment Questionnaire) è suddiviso in quattro sezioni:

  1. la prima, considerata la più importante, permette di calcolare la tendenza dell’umore a variare nel corso delle stagioni, valutando in che misura sonno, rapporti sociali, umore, peso, appetito e livello di energia mutano;
  2. la seconda sezione permette di delineare un profilo stagionale individuale;
  3. la terza raccoglie informazioni sulla reattività ai cambiamenti climatici;
  4. la quarta parte indaga se l’esaminato percepisce come un problema le eventuali variazioni.

Vengono poste domande come, per esempio:

  • Ci sono state due o più settimane durante le quali:
    Le è capitato di avere difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, oppure al contrario di addormentarsi?
    Le è capitato di sentirsi stanco e con poca energia?
    Le è capitato di avere poco appetito o di mangiare troppo?
    Oppure di perdere o acquistare un peso considerevole nonostante fosse a dieta?

Dopo la diagnosi, il passo successivo è quello di curare il disturbo.

Con buoni risultati, ma ancora non scientificamente provati, il SAD potrebbe essere curato con la melatonina, già utilizzata contro la sindrome del jet-lag e, anche se i pareri medici sono discordanti, contro l’insonnia.

Inoltre, in Europa Settentrionale, non a caso la zona più colpita da questo tipo di depressione, nei mesi autunnali ed invernali è diffusa  la “bright light therapy”, ovvero la fototerapia, in cui il paziente viene esposto a una sorgente luminosa superiore a 2000 lux.

Quando è efficace, la fototerapia si caratterizza per la precocità del miglioramento sintomatologico e la scarsità di effetti collaterali.

Forse meno specifiche, ma in ogni caso soluzioni significative, sono poi sia la terapia di gruppo, grazie alla quale ogni partecipante può condividere i propri vissuti e stati emotivi, uscendo dall’isolamento sociale, sia, a livello individuale, il mantenimento di uno stile di vita sano (un corpo forte e in buona salute avverte in maniera meno netta i disagi legati al cambio di stagione).

GD Star Rating
loading...

Dott.ssa Valeria Buono

Psicologa dello sviluppo e dell'educazione Specializzanda in psicoterapia sistemico-familiare redattrice EMAIL: VALERIA_BUONO@libero.it Credo fermamente che l'identità individuale sia frutto delle relazioni significative che la persona ha intrattenuto e intrattiene nel corso della vita e professionalmente mi muovo a partire da questo principio (disturbi della condotta alimentare, sostegno psicologico ai familiari di malati di Alzheimer e sclerosi multipla, consulenze psico-educative nelle scuole). Considero ogni eventuale problematica non come una caratteristica insita nell'individuo o nel sistema familiare, ma come una modalità di comunicare agli altri significativi, a partire dalle esperienze relazionali e dalla peculiare posizione occupata all'interno del sistema di riferimento. Una frase celebre che è anche un principio attraverso il quale approcciarsi al lavoro è "la mappa non è il territorio, e il nome non è la cosa designata" di Gregory Bateson.

13 Responses

  1. viola ha detto:

    Può anche rigurdare i bambini? Leggo qui (http://www.quimamme.it/con-la-tribu/2016/05/11/il-bambino-sente-il-cambio-di-stagione-via-la-stanchezza-con-i-rimedi-naturali/) che anche i più piccoli sono soggetti agli effetti del cambio di stagione

  2. Dott.ssa Laura Caminiti ha detto:

    @ viola:
    Salve Viola,
    i cambiamenti climatici influiscono sempre e su tutti, indipendentemente dall’età. Semplicemente alcuni individui sono più sensibili di altri e manifestano maggiore difficoltà a gestire il disagio legato ai cambiamenti che il passaggio stagionale porta con sé. La quantità di ore di luce naturale a cui siamo sottoposti che cambia, le variazioni di temperatura ma anche i cambiamenti tipici nella gestione quotidiana delle giornate e dei carichi di lavoro/studio che più o meno coincidono con i cambi di stagione possono determinare stress, stanchezza e variazioni nel tono dell’umore tanto negli adulti quanto nei bambini. Più che ricorrere a integratori alimentari, tuttavia, affronterei il problema con degli accorgimenti legati a buone abitudini come una dieta bilanciata e ricca di fibre e vitamine (in particolare frutta e ortaggi di colore giallo e arancione: arance, albicocche, carote, zucca, nespole, limoni, peperoni…che sono ricchi di vitamine – in particolare la C – betacarotene e hanno un effetto energizzante); regolarità nei ritmi sonno-veglia (andare a dormire sempre alla stessa ora, facendo precedere il momento del sonno da attività rilassanti e usando l’accortezza di spegnere TV e altri dispositivi elettronici almeno 1 ora prima di andare a letto); trascorrere più ore possibili all’aria aperta, giocando liberamente e facendo movimento.

  3. Giovanni ha detto:

    Quanto può durare l ansia per il cambiamento di stagione.

  4. Dott.ssa Laura Caminiti ha detto:

    @ Giovanni:
    Può durare anche alcuni mesi, protraendosi per tutto l’inverno. Ovviamente con picchi maggiori in alcune giornate e di remissione in altre.
    Il mio consiglio è comunque di consultare uno specialista e di on trascurare i sintomi ansiosi (che siano o meno legati alle stagioni!). Con l’aiuto di uno psicologo, uno stile di vita corretto e, magari in una prima fase, l’aiuto dei farmaci vivere senza ansia è un obiettivo raggiungibile.

  5. Carlo Piccinonno ha detto:

    @ Dott.ssa Laura Caminiti:
    Infatti, cara Dott.ssa Caminiti, io sto soffrendo di ansia e malumore, non sono in depressione, mi sto aiutando con il Maveral e lo Xanax, naturalmente indicatimi dal mio psicologo.
    il malumore ormai dura da ottobre, con giorni in cui sto meglio.
    ol mio psicologo dice che è tutto nella norma..Lei che ne pensa???

  6. Dott.ssa Laura Caminiti ha detto:

    Penso che lo specialista che la segue conosce la sua situazione meglio di chiunque possa darle un consiglio sul web! 🙂
    Ritengo comunque che le terapie richiedano un certo tempo per essere efficaci, quindi non vedo nulla di “anormale” in quanto dice. Gli studi dimostrano che l’effetto maggiore si ottiene, nel caso di assunzione di farmaci, affiancando al sostegno farmacologico la psicoterapia che aiuta a instaurare e mantenere uno stile di vita in armonia con i propri bisogni andando ad agire all’origine dell’ansia. Quindi il benessere sarà più duraturo, in una prospettiva a medio e lungo termine.

    Le faccio intanto i miei più cari auguri e…coraggio! La primavera è ormai alle porte! 🙂

  7. Carlo ha detto:

    @ Dott.ssa Laura Caminiti:
    Grazie di cuore

  8. Carlo ha detto:

    @ Dott.ssa Laura Caminiti:
    Gentilissima Dott.ssa,il mio psicoteraoeuta, finalmente si è sbilanciato, dice che soffro di Distimia, e che ha inciso anche il cambio di stagione, oramai sto quasi in fine visto che sono passati quasi due anni, col Maveral e lo Xanax mi sto sentendo meglio, anche se i momenti di down non mancano mai…sono molto fiducioso…attendo una sua risposta grazie.

  9. Dott.ssa Laura Caminiti ha detto:

    @ Carlo:
    Buongiorno Carlo, conoscere il problema è il primo passo per affrontarlo!
    I momenti “down” fanno parte della vita, non si possono cancellare ma si può far in modo di non rimanerne schiacciati. Fa bene ad essere fiducioso, la aiuterà a gioire dei suoi traguardi e a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà.

    Un caro saluto

  10. Carlo ha detto:

    @ Dott.ssa Laura Caminiti:
    Grazie infinite

  11. SIMONA ha detto:

    Anche io da anni soffro fortemente di questo disturbo alle porte della Primavera e dell’Estate e poi tutto rientra nella normalità con lo scandirsi delle giornate da Settembre , paradossale perchè prima era tutto il contrario! e cioè ricollegandolo con l’inizio della scuola i miei malesseri sopraggiungevano da Settembre in poi fin quando appunto tutto non rientrava nella norma della quotidianeità.
    Quest’anno il mio stato si è acutizzato perchè ho cambiato dopo 10 anni lavoro, e tutto quello che ne concerne si è scatenato, ansia, panico in alcuni ambienti ma sono DETERMINATA nel volerne assolutamente venir fuori.
    Ho 29 anni e mi faccio seguire da una specialista ma non prendo nessun farmaco e non voglio farlo.

  12. Dott.ssa Laura Caminiti ha detto:

    @ SIMONA:
    Grazie per questa condivisione. Per chi legge è importante riconoscersi nella descrizione degli stati d’animo e, soprattutto, sapere che non si è soli e che è possibile reagire! I farmaci possono essere un supporto ma non sempre sono necessari e, comunque, ogni cura dev’essere adattata alla persona sofferente, altrimenti è destinata ad essere abbandonata. Nel momento in cui lei ha scelto di essere seguita da una specialista ha intrapreso un cammino con modalità che solo con lei dovrà concordare e che sicuramente corrisponderanno ai suoi specifici bisogni.
    Non mi resta che augurarle tutto il bene 🙂
    Un caro saluto
    Laura Caminiti

  13. Carlo ha detto:

    Gentilissima Dottoressa, aveva ragione ora sto soffrendo un po il cambio di stagione ed il caldo afoso di Lecce mi aumenta l’ansia, ci sono giorni che sto meglio e giorni che vorrei piangere, ormai mi sa tanto che dovrò conviverci, non ho più l’umore e la verve di un paio di settimane fa. Continuo comunque con Maverale Xanax…sono fiducioso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *