Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere: la comunicazione nella coppia

Ah, l’amore!

Il desiderio di incontrare la persona giusta, l’altra metà della mela, e passare con lei il resto della nostra vita!

Dopo il primo periodo di totale fusione e farfalle nello stomaco, però, capita spesso di scontrarsi con la difficoltà di mantenere un equilibrio stabile all’interno della coppia.

I fattori in gioco sono molteplici e ci sono coppie che scoppiano al primo litigio e altre che invece riescono a stare bene insieme “finché morte non ci separi“.

Qual è il loro segreto?

Nessun superpotere ma un ingrediente fondamentale: saper colmare le naturali distanze fra uomo e donna attraverso un buon dialogo.

Può capitare, infatti, che dopo aver trascorso molto tempo insieme si perda quella spinta a “raccontarsi” e si crei l’aspettativa che l’altro ci capisca senza che ci sia bisogno di chiedere o dire nulla. A volte questo genera una distanza tale che non può essere recuperata e arriva il momento di riprendere ognuno la propria strada. Anche in questo frangente, però, riuscire a parlarsi fa la differenza fra una separazione serena e una conflittuale.

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Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”: non c’è nulla da fare, il mondo femminile e quello maschile sono diversi. Non c’è un mondo sbagliato, sono semplicemente differenti!

Ma questo non vuol dire che non possano avvicinarsi e confrontarsi…ma per far ciò è necessario COMUNICARE.

Il termine comunicare deriva dal latino communico, cioè mettere in comune: il che significa parlare, confrontarsi, esprimere vicendevolmente le proprie idee ed opinioni ed ascoltare quelle degli altri senza preconcetti.

La funzione della comunicazione è principalmente relazionale: attraverso di essa viene infatti definita la natura della relazione tra i partecipanti. In una relazione di coppia perciò la comunicazione diventa un pilastro importante che ne determina l’andamento e, forse, il futuro.

Ma esattamente cosa bisognerebbe fare per avere una buona comunicazione di coppia?

  1. bisogna costantemente ridefinire le proprie idee ed aspettative nei confronti di se stessi, del partner e della coppia;
  2. è necessario chiarire le regole ed i ruoli all’interno della coppia;
  3. bisogna avere rispetto delle posizioni altrui;
  4. è utile la capacità di mettersi nei panni dell’altro;
  5. è necessario chiarire a sé e all’altro i propri bisogni ed esigenze;
  6. ogni coppia deve raggiungere un accordo su come si esprimono reciprocamente i sentimenti di amore, affetto e cura: l’aspetto emotivo è infatti sicuramente un aspetto vitale della comunicazione di coppia.

I criteri di valutazione di ciò che è soddisfacente o problematico in una relazione differiscono sensibilmente da uomo a donna. Per fare in modo che la coppia funzioni è quindi necessario esprimere all’altro ciò che si sente e si pensa: proprio perché l’universo maschile e quello femminile sono così diversi, non si può pensare che l’altro capisca automaticamente la nostra visione delle cose.

Non è forse meglio condividere e spiegare i nostri pensieri invece che sperare che l’altro ci arrivi da solo, con il rischio che non capisca e si provi di conseguenza rabbia o delusione?

La grossa differenza tra coppie che funzionano e quelle che non funzionano non è infatti determinata dalla presenza o dall’assenza di problemi, ma dalla capacità di affrontare e risolvere le difficoltà che insorgono. Spesso questa capacità è proprio offuscata dalla mancanza di comunicazione. La capacità di comunicazione, o meglio l’assenza di questa capacità, è il segno distintivo delle coppie in crisi.

Se non ci sono chiarezza e coerenza è più facile che si presentino fraintendimenti che portano a frustrazione e conflitto. Questi fraintendimenti sono fonte di tensione e portano la coppia ad allontanarsi e a ridurre ancor di più la comunicazione. Nella maggior parte dei casi questo allontanamento porta i coniugi ad una separazione.

Nella mediazione familiare si aiutano le coppie proprio a lavorare sulla comunicazione, o meglio, si cerca di facilitarla. La mediazione, infatti:

  • aiuta le persone ad esprimere le proprie preoccupazioni, formulare le proprie necessità e dare voce ai propri sentimenti;
  • stimola le persone ad ascoltarsi reciprocamente;
  • sprona le persone a reagire a ciò che hanno ascoltato in modo costruttivo.

Si favorisce l’ascolto dell’altro, il rispetto della posizione altrui: la coppia viene spronata ad esprimere le proprie esigenze emotive. In mediazione è necessario creare un canale di comunicazione efficace e stabile alla coppia.

Ogni individuo, in fase di separazione, cerca di mostrare che la propria versione è l’unica e che la separazione dipende solo dal comportamento dell’altro. Il mediatore cerca invece di ricordare che sono validi entrambi i punti di vista e che entrambi sono utili per giungere alla soluzione del problema.

Proprio perché per queste coppie la comunicazione è assente o conflittuale, il mediatore spesso “traduce”  il messaggio inviato da una delle parti: si riformulano le affermazioni accusatorie in modo che l’oggetto su cui porre l’attenzione sia lo stesso, ma privo di tutte le negatività che gli facevano da cornice.

In questo modo, chi ascolta può percepire le dichiarazioni dell’altro in una prospettiva differente; si aiutano perciò le parti a modificare l’interazione, cercando di filtrare le negatività separando le persone dal problema.

Solo così la comunicazione torna ad essere sana e utile alla risoluzione della situazione, soprattutto quando sono coinvolti i figli: in questo caso, riuscire a parlarsi e ad ascoltarsi senza conflittualità permette di vedere soluzioni che non si credevano possibili.

Nella mia esperienza di Mediatrice, ho potuto costatare quanto la Comunicazione abbia un ruolo fondamentale nella coppia, anche quando i due coniugi decidono di separarsi. Forse qualche esempio concreto può chiarire maggiormente ciò che dico.

Una coppia si era presentata in Mediazione per ristabilire precedenti accordi presi: erano presenti nuovi partner per entrambi gli ex coniugi…e questo provocava difficoltà di comunicazione nella coppia poiché il marito era convinto che la moglie gestisse in modo inappropriato una presunta relazione e pretendeva perciò di essere informato dell’entità di essa e soprattutto esigeva di controllarla per il bene dei figli. Insieme, attraverso la Mediazione, sono riusciti a stabilire che quando uno dei due deciderà di presentare ai figli il nuovo partner, ne parlerà preventivamente con l’altro in modo tale che i figli si sentano liberi di parlarne, evitando di attuare strategie di protezione per l’uno o l’altro genitore.

La comunicazione si era trasformata nel perno fondamentale per poter proseguire in maniera serena una nuova situazione creatasi.

Questa stessa situazione non si è risolta altrettanto bene per un’altra coppia presentatasi perché la presenza di una nuova compagna accanto al marito provocava un inasprimento dei rapporti tra gli ex coniugi. La moglie infatti si opponeva agli incontri tra la compagna ed i figli della coppia, ostinandosi a non accettare la presenza di questa donna accanto al marito. Tale era la rabbia nei confronti della nuova compagna, che la Mediazione si è interrotta per la collera venutasi a creare tra gli ex coniugi e per la totale assenza di comunicazione che creava un muro invalicabile tra i due.

Spesso perciò si rivela necessario ripristinare la comunicazione (interrotta a volte a causa di nuovi avvenimenti che “scuotono gli animi”) per permettere agli ex coniugi di parlarsi e comprendere l’uno le ragioni dell’altra, riuscendo così a trovare un compromesso utile per gestire la nuova situazione.

Questo vale anche per le coppie che non si vogliono separare, ma che necessitano solo di una consulenza psicologica in una fase di crisi: spesso, queste fasi si creano proprio perchè è venuta a mancare la comunicazione, il raccontarsi reciproco, il rivelare esigenze e bisogni, e ci si ritrova improvvisamente lontani e “sconosciuti”.

Che si viva in coppia o che si sia in procinto di separarsi è necessario ricordare che

Non mettetevi in testa di cambiare l’altro. Non avete potere sul modo in cui l’altra persona decide di gestire la sua vita. I suoi comportamenti riguardano solo lei stessa, fino a che rispettano i vostri diritti ed i vostri bisogni” (I. Filliozat)

 

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Dott.ssa Giulia Marchesi

Psicologa Esperta in Ed. Sessuale - Mediatrice Familiare – Insegnante A.I.M.I. di Massaggio Infantile redattrice EMAIL: giulia.marchesi@aimionline.it Non so esattamente quando ho deciso che avrei voluto fare la Psicologa...forse l'ho sempre saputo! Mi sono sempre interessata agli altri, ai loro problemi, alle difficoltà, al grande mondo delle emozioni... E piano piano, crescendo, ho capito che quella di capire le persone e il loro mondo interno sarebbe stata la mia strada! Così, nel 2008, mi sono laureata in Psicologia Clinico-dinamica...perchè questo indirizzo? Perchè nonostante sia sempre stata interessata al mondo infantile, procedendo col percorso universitario ho capito che mi affascinavano tutti gli aspetti della crescita...quindi non solo i bambini, ma anche gli adolescenti e gli adulti. Ogni aspetto della vita cattura la mia attenzione...ed è per questo motivo che il mio percorso di formazione con i tirocini mi ha portata a scoprire diverse realtà: dagli adolescenti con difficoltà agli adulti con problemi psichici, dai bambini disabili alle coppie che si vogliono separare. Sono iscritta all'Albo degli Psicologi del Veneto (n. 7574), nel 2010 sono diventata Mediatrice Familiare e da poco mi sono specializzata in altri due ambiti che sottolineano il mio interesse verso la sfera familiare: sono infatti Insegnante di Massaggio Infantile (socia A.I.M.I. dal 2015) ed Esperta in Educazione Sessuale. La vita è tutta una scoperta...” è come una scatola di cioccolatini...non sai mai quello che ti capita”!

1 Response

  1. E’ proprio così! Il dialogo è l’unica vera fonte di giovinezza per la relazione di coppia e le donne spesso sembrano conoscere bene questo aspetto. Ma anche le modalità e la qualità del dialogo possono migliorare la vita amorosa!

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