Arte Introspettiva: uno strumento di lavoro psicologico

L’immagine è psicheamore_e_psiche
(Carl Gustav Jung)

Bisogna aprire all’ignoto,
bisogna che l’ignoto entri, e disturbi
(M. Duras, La vita materiale)

L’apparenza  e la sostanza, le maschere e l’essenza, l’atteggiamento esteriore e le multiple  personalità profonde, ognuno di noi conosce bene queste dimensioni, forse le indica con termini diversi ma il loro senso è ben noto.

La maggior parte delle volte la terapia psicologica è proprio rivolta a dirimere i  conflitti che si generano tra queste polarità contrapposte,  la dicotomica lettura dell’esistenza umana ha riempito anni di dibattiti culturali, e spesso il malessere interiore che spinge gli individui a rivolgersi ad uno psicologo è proprio determinato dalle forze centrifughe o centripete che muovono il proprio mondo interno. Energie non tangibili ma non per questo meno potenti.

E allora quali e quante sono le modalità e le tecniche dedicate a ridurre il malessere in oggetto?

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colours-twirlL’arte è come un farmaco per l‘anima e anche la psicoterapia, per qualcuno, può essere un’arte.

La storia della psicologia ci porta numerosi approcci e variegate metodologie, ma il vero traguardo a mio parere è adottare un atteggiamento di totale “apertura”, una disposizione “comprensiva”, ossia che comprenda tutte le possibili  angolazioni della medesima realtà, solo così ci si può leggermente avvicinare ad una visione reale del mondo interiore e specularmente di quello che ci circonda. Uscire dall’ortodossia della propria visione per accogliere “altro” .

Ed eccoci giunti al punto: l’arte introspettiva intesa come possibile peculiare strumento di analisi psicologica.

Utilizzare un dipinto per scandagliare la nostra realtà interiore, porta a riconoscerne una valenza che supera l’estetica dell’opera stessa, un’attribuzione di senso che va oltre la mera imputazione soggettivistica e personale dell’artista, ma ci conduce ad una comprensione dell’universalità del messaggio.

Uno strumento che consente dunque di approfondire la “conoscenza” di se stessi, fuoriuscendo da un’ottica prettamente patologica, anche perché la stessa psicologia, malgrado lo stigma,  dovrebbe essere intesa come conoscenza ed esplorazione fisiologica di mondi possibili, astratti, intangibili  ed impalpabili.

Ecco perché quindi l’utilizzo dell’arte ci porta a fisiologicizzare il nostro sentire rendendolo prezioso e non giudicabile in quanto materia di ricerca.

La stretta connessione tra arte e psiche è una realtà consolidata e sviluppata da miriadi di correnti creative, impersonate dai più famosi e celeberrimi artisti : l’arte introspettiva ne rappresenta un esempio.

PittricePer Introspezione si intende l’analisi o l’osservazione diretta della propria interiorità, rappresentata dai sentimenti,  dai desideri, dai prodotti del pensiero, così come dal senso d’identità della persona; e per  Arte introspettiva si intende una modalità pittorica che punta l’attenzione su ciò che sta dentro di noi, nel subconscio, e lo pone in luce, lo svela, nel momento in cui lo raffigura in un dipinto.

Non  è sicuramente la prima volta che l’arte si propone come strumento di ricerca interiore, nel corso dei secoli  l’arte ha rappresentato una delle “strade” di maggior accesso al dialogo interiore, perché scevra da quell’etichetta di psicopatologia che veniva tendenzialmente attribuita alle tecniche psicoterapiche tradizionali.

L’osservazione di una scultura o di un quadro, formalmente, nulla hanno in comune con una seduta terapeutica con uno psicologo, eppure a livello di stimolazione emotiva interiore sono assimilabili.

Inoltre le riflessioni interiori e le intuizioni che emergono ammirando un quadro o una scultura non sono censurate o giudicate, né condizionate dall’intermediazione del terapeuta, è questa forse una delle tante meraviglie dell’arte, intesa come una dimensione che fuoriesce dalla “normalità” e dagli schemi, che consente di spaziare nei propri pensieri e nelle proprie emozioni in modo genuino e diretto, senza inibizioni, senza limitazioni,  e senza manipolazioni razionali, e questo privilegio è fruibile sia dall’autore che dall’osservatore dell’opera, quindi un patrimonio libero, condivisibile e accessibile a tutti.

Il padre della psicanalisi Sigmund Freud mise in relazione per la prima volta la scultura e la psiche umana, mettendo in evidenza come entrambe utilizzassero tecniche “estrattive”, la prima facendo scaturire forme artistiche dalla nuda pietra mentre la seconda, attraverso la tecnica psicoanalitica, scavando nella mente umana ed estraendo turbe e problemi con il fine di sciogliere i conflitti interiori e armonizzare il proprio vissuto.

Riferendosi ai pittori Freud scrisse: “attingiamo alle stesse fonti, lavoriamo sopra lo stesso oggetto, ciascuno di noi con un metodo diverso; e la coincidenza dei risultati sembra costituire una garanzia che abbiamo entrambi lavorato in modo corretto”.

arte introspettiva_seminarioL’arte introspettiva raccoglie un po’ tutti questi spunti.

Nei dipinti si individuano  anche dei logici collegamenti con l’Analisi Transazionale che è una delle teorie psicologiche più conosciute, elaborata da Eric Berne negli anni ’50.

Oltre la tela, e attraverso l’immagine riprodotta in essa, si scorgono le diverse modalità di comportamento che l’individuo racchiude in sé e che di volta in volta prendono il sopravvento nella sua personalità.

Si assiste alla riproduzione figurativa delle strutture di personalità definite da Berne come gli Stati dell’Io:

  • il Bambino, rappresenta la parte più emotiva e spontanea della personalità; in questo stato vengono registrate le sensazioni interne del bambino nelle sue relazioni con l’ambiente esterno;
  • l’Adulto, è la parte della personalità che elabora, come un computer, le informazioni che gli si danno, producendo risposte assolutamente logiche e razionali; sin dai primi anni di vita compito dell’Adulto è quello di verificare i dati registrati nel Genitore e nel Bambino, valutandone l’importanza e la veridicità al momento attuale, per poi accettarli o rifiutarli;
  • il Genitore, è un insieme di registrazioni di eventi vissuti durante l’infanzia, nei primi cinque anni di vita, cioè prima della nascita sociale dell’individuo; ciò che è contenuto nello stato Genitore è stato registrato per così dire ‘in diretta’, senza mediazioni, senza spiegazioni o commenti.

Ma anche delle modalità con cui queste strutture si relazionano con il mondo esterno.

arte introspettiva_incontroEmergono chiaramente le transazioni, intese come unità di scambio reciproco tra due persone, che perseguendo scopi ulteriori, cadono nella manipolazione dell’altro attraverso “giochi psicologici”.

La precisione delle  pennellate, l’accuratezza delle figure e dei particolari espressivi,  portano alla luce anche le modalità comportamentali preordinate che spesso le persone prediligono nella loro quotidianità, proprio come se recitassero un copione su di un palcoscenico.

Questi modi preordinati e non facilmente individuabili dalla persona che li mette in atto, sono la causa del ripetersi di esperienze spiacevoli paragonabili a dei “ritornelli”, nella vita della persona stessa.

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Dott.ssa Antonella Giannini

Psicologa - Psicoterapeuta redattrice EMAIL: antonellagiannini7@hotmail.com Mi sono laureata in psicologia perché fin da adolescente mi sentivo particolarmente attratta dai meccanismi che determinano i comportamenti e gli stati d’animo delle persone. Mi affascinava notare piccoli dettagli e sfumature che celavano in realtà un lavorio interiore tutt’altro che semplice e lineare. Ho iniziato la mia carriera con una grande fame di conoscere e comprendere la personalità umana nella sua interezza, i suoi meccanismi, le difese, le consapevolezze, le motivazioni, i nodi del passato, le proiezioni, gli attaccamenti, i bisogni, le dipendenze, le paure, e tutte quelle pulsioni apparentemente ingestibili che ci portano a tracciare il nostro percorso esistenziale. Ad oggi sono psicologa clinica e psicoterapeuta introspettiva, iscritta all’Albo degli psicologi di Trento, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, con ulteriore specializzazione presso la Scuola della Gestalt, presidente dell'Associazione di Promozione Sociale : l'Osservatorio Interiore, socia dell’International Association for Art & Psychology, con decennale esperienza nel lavoro di ricerca interiore rivolto al mondo emotivo e agli stati mentali interni. Ideatrice di una nuova Psicologia Introspettiva, gestisco le rubriche di Arte e Psicologia Introspettiva presso la rivista “La Voce del Trentino” e di Psicologia Introspettiva all’interno del sito Arteintrospettiva.com, del sito psichedomanderisposte.com e del sito osservatorioInteriore.com; tengo seminari, gruppi terapeutici, conferenze, presentazioni di Psicologia e Arte Introspettiva in Trentino, Veneto, Toscana e Lazio Ma come nasce il sodalizio tra arte e psicologia? Ad un certo punto, dopo anni di studio e di approfondimenti, ha iniziato a maturare dentro di me una percezione di incompletezza, come se mancasse un tassello alla mia preparazione... Questo qualcosa era l’approfondimento del mondo emotivo, avevo sviscerato a livello nozionistico e pratico, il pensiero, l’azione, il comportamento, ma il mondo emotivo era ancora poco esplorato, ed erano necessari degli strumenti che mi permettessero di addentrarmi nelle emozioni degli individui, percependole, distinguendole e portandole alla consapevolezza, all’accoglimento e all’accettazione. Per attuare questo mio progetto ho avuto la grande fortuna di incontrare sul mio cammino l’arte introspettiva della pittrice Aurora Mazzoldi, grazie alle sue tele ho subito compreso di aver finalmente trovato il giusto strumento per esplorare “il sentire”. Ho iniziato ad utilizzare con successo, nelle sedute terapeutiche individuali delle tavole rappresentanti le opere in oggetto, e a seguire ho iniziato a condurre dei gruppi di arte introspettiva durante i quali i colori, le immagini, i toni e i piccoli dettagli delle tele, se osservati con la giusta centratura , consentivano di portare in superficie delle energie emotive profonde, apparentemente celate dentro noi stessi, ma in realtà costantemente attivate ed operative, malgrado e nonostante la nostra volontà razionale. Ad oggi il lavoro con l’arte introspettiva (sia individuale che di gruppo) prosegue in maniera esponenziale perché mai come con questo strumento ho avuto modo di avvicinarmi al mondo interiore dei miei pazienti, aiutandoli ad un ascolto autentico di sé stessi e dei propri bisogni, fornendo i giusti input per delle risposte realmente ed autenticamente risolutive dei malesseri sottoposti alla mia attenzione.

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