Lo Psicologo in Tribunale: psicologia forense e valutazione del danno psicologico

legalitySe quasi tutti ormai conoscono la funzione dello Psicologo Clinico e dello Psicoterapeuta, meno nota a chi non è del settore, è invece quella svolta dallo Psicologo Giuridico, professionista che può essere utilissimo in ambito giudiziario per avvalorare una tesi, muovendosi in ausilio all’Avvocato.

Il Consulente Tecnico Psicologo può valutare la situazione psicologica della persona che dichiara di aver subito un danno di tipo psicologico, morale o esistenziale, quindi ad esempio in ambito medico-legale e assicurativo. Eventi in generale, capaci di creare un dolore (psicologico chiaramente) o stress, così intenso da far precipitare chi li subisce in un grave stato di sofferenza psichica. Con danno psichico si intendono infatti le conseguenze psicologiche di un danno e la menomazione delle funzioni psichiche, indipendentemente da eventuali lesioni fisiche, che possono esserci ma anche no.

Pensiamo ai casi di Mobbing o Stalking!

Il processo logico di accertamento della verità è legato qui alla determinazione della responsabilità del danneggiante che, se comprovata, conduce infine al risarcimento del danneggiato.

Ma come si muove lo psicologo in questo delicato settore?

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In ambio civile lo psicologo è anche chiamato ad effettuare valutazioni nei casi di separazione, divorzio, affidamento. In quello penale l’intervento può essere rivolto all’analisi della personalità e della condotta dell’imputato, alla psicologia della testimonianza, all’analisi degli atti e dell’audizione protetta di minori vittime di abusi o maltrattamenti

L’esame della personalità è quindi ormai entrato a far parte delle valutazioni che qualsiasi consulente o perito a volte deve fare, al punto che viene spesso richiesto e specificato nei quesiti posti proprio dal giudice. Se il giudice nomina, in genere, un Consulente del Tribunale, l’Avvocato può invece scegliere, insieme al suo assistito, il professionista più idoneo a cui rivolgersi per coadiuvare la propria tesi. A volte si può chiedere anche solo un parere per sapere se è giustificata la stesura di una Relazione Tecnica per intero oppure se non conviene farlo.

moneyInformazione finale che forse può essere utile, è che nei casi di Gratuito Patrocinio il Consulente di Parte, anche Psicologo, viene liquidato dallo Stato; è possibile perciò avvalersi del suo parere gratuitamente! In questo caso sarà l’Avvocato ad avviare le procedure necessarie per la richiesta.

Per le altre situazioni ci si rivolge invece ad un Professionista privato, ovvero ad uno Psicologo specializzato in Psicologia Giuridica che si può trovare su Internet dove esistono siti contenenti elenchi di professionisti suddivisi per categoria, specializzazione e zona. Gli Avvocati che ricercano questo specialista possono invece fare riferimento all’Ordine Professionale degli Psicologi della propria Regione e chiedere di visionare l’apposita lista degli iscritti.

Per i colleghi psicologi che intendono seguire il percorso per diventare CTP o CTU (ovvero Consulente Tecnico di Parte o Consulente Tecnico d’Ufficio) l’iter formativo è il seguente: dopo la laurea bisogna scegliere una specializzazione in Psicologia Giuridica (esistono Master quadriennali come anche corsi più brevi), specializzazioni che contengono dei moduli di Psicodiagnostica, cioè l’insegnamento relativo all’uso dei test.

Tuttavia lo Psicologo Giuridico nel suo lavoro può anche avvalersi di uno Psicodiagnosta che somministri per lui i test ai suoi clienti, pur essendo lui il Consulente incaricato, anzi questa procedura risulta essere in teoria più obiettiva, essendo il somministratore un personaggio neutrale a tutti gli effetti che non sa nulla della situazione giuridica di quel determinato soggetto.

Dopodiché per lavorare come CTP è necessario chiaramente essere nominati da un Avvocato, sarà perciò elusivamente dalla collaborazione e l’autopromozione con questo tipo di professionisti che potranno scaturire degli incarichi.

tribunaleLa strada per lavorare come Consulente del Tribunale prevede di prassi che si faccia regolare domanda presso il Tribunale Civile o Penale attraverso i moduli preposti partecipando ad una selezione per essere iscritti nelle liste del Tribunale. Qualora si venisse iscritti si andrà a far parte di quella lista da cui in teoria il Giudice può attingere per nominare i propri Consulenti, fermo restando che se vuole, può scegliere anche Consulenti che non ne facciano parte, avvalendosi della collaborazione di Tecnici di cui si fida, nominati direttamente da lui.

Di situazioni in cui lo psicologo può ricoprire un ruolo chiave all’interno del processo ce ne possono essere molte, perché dal diritto civile al penale le possibilità sono fra le più diversificate. Un esempio che a mio parere lo può mostrare è quello che andrò qui a presentare e che riguarda un caso di diritto penale.

Il quadro di questa situazione si presentava particolarmente buio, in quanto si trattava di un sospetto caso di abuso su minore.

Avendo ricevuto la nomina in una fase avanzata del processo, l’audizione protetta del minore che viene svolta in questi casi, era già stata effettuata. Questa procedura non può naturalmente essere ripetuta, per non infliggere ulteriore danno al minore che già una volta è stato interrogato, essa resta però la prova principale attorno a cui ruota tutto il resto. L’unico modo per riuscire ad inquadrare scientificamente la situazione per vedere se effettivamente ci fosse qualcosa di fallace nell’accusa oppure no, fu quello di effettuare innanzitutto un’accurata analisi degli atti ma soprattutto l’analisi dell’audizione protetta del  minore che di norma viene trascritta.

Quest’analisi ebbe lo scopo di evidenziare che nell’ascolto con il minore erano presenti una serie di domande cosiddette ‘chiuse’, domande a ‘imbuto’ .. ovvero tutte quelle domande che spingono il soggetto a dover fornire per forza una risposta in termini dicotomici cioè: ” si o no” oppure che lo fanno scivolare verso una risposta che l’interlocutore tende a suggestionare, suggerire, ponendo una domanda che contiene già in sé alcuni termini della risposta. In alcuni casi veniva completata la frase o anticipata risposta.

Tale modalità risultò pertanto essere fortemente suggestiva ed induttiva, finendo per inficiare quasi completamente l’intervista.

minoreE’ noto fra l’altro che in situazioni in cui i minori si trovano davanti a particolari autorità essi tendano a compiacere l’adulto cercando di fornire le risposte che pensano siano giuste in quel caso. Per questo un’audizione che ascoltata dagli avvocati e dai magistrati sembrava all’inizio fornire molte informazioni, riproposta alla loro attenzione alla luce di quest’attenta analisi che metteva in luce grossi errori comunicativi da parte proprio dell’intervistatore stesso che aveva manipolato la situazione, ebbe sicuramente l’effetto di far crollare le sicurezze su cui si erano basati fino a quel momento, infondendo il dubbi riguardo lo svolgimento dei fatti, negli interlocutori e soprattutto nel Giudice. Tutto ciò essendo stata nominata in fase avanzata del processo quando già tutti gli interrogatori erano stati effettuati e la direzione sembrava essere già tracciata.

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Dott.ssa Valentina Marchetti

Psicoterapeuta - Psicologo Giuridico redattrice EMAIL: dr.vmarchetti@gmail.com Contatto Skype: valentina.marchetti12 Da sempre appassionata alle diverse applicazioni della psicologia a diversi ambiti del sapere, ho maturato molta esperienza pratica collaborando con strutture sia pubbliche che private e parallelamente cominciando a svolgere da subito attività di consulenza privata presso studio professionale. L’ultimo settore di cui mi sono appassionata e in cui mi sto specializzando è l’Internet marketing ovvero la divulgazione di conoscenze e informazioni (per quanto mi riguarda di tipo psicologico naturalmente) attraverso il web.

5 Responses

  1. Franco Rizzo ha detto:

    ottimo articolo, ben commentato e con importanti contenuti medici e giuridici

  2. valentina ha detto:

    Grazie per il commento Sig, @ Franco Rizzo:,
    mi fa molto piacere che l’articolo Le sia piaciuto

  3. monica ha detto:

    Salve,volevo solo un’informazione. Sto frequentando scienze e tecniche psicologiche e come materia ho scelto, tra le altre, psicologia giuridica. Ma per poter effettuare delle perizie in tribunale, che tipo di corsi devo seguire? Basta avere seguito dei corsi in questo ambito o bisogna fare necessariamente la specialistica in psicologia giuridica?

  4. Valentina ha detto:

    Ciao Monica,
    il tribunale effettivamente, richiede delle competenze in delle aree specifiche. Tali aree vengono elencate chiaramente nell’apposito modulo di iscrizione reperibile presso la cancelleria del tribunale stesso. Oppure, più semplicemente, penso che tu possa trovare, se non il modulo vero e proprio, comunque le “Linee guida” per fare la domanda, con le relative materie di interesse, sul sito dell’Ordine degli Psicologi. In genere lì vengono pubblicate queste informazioni con i relativi aggiornamenti.
    Spero di esserti stata utile,
    Un saluto,
    Valentina Marchetti

  5. valentina ha detto:

    p .s. in ogni caso la scelta della materia di Psicologia Giuridica, all’interno di Scienze e Tecniche Psicologiche, da sola, non può sicuramente coprire tutti i requisiti richiesti. Sarebbe necessario specializzarsi ulteriormente

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