Non siamo nate per soffrire: se fosse endometriosi?

pain“Il dolore forte durante il ciclo mestruale è normale”;
“siamo donne, siamo nate per soffrire”;
“sei esagerata, tutte soffriamo”;
“forse sta tutto nella tua testa”‘;
hai una bassa soglia del dolore”;
“è sicuramente stress”;
“quando farai un figlio il dolore ti passerà”.

Le donne affette da Endometriosi si trovano spesso sotto accusa, etichettate, attraverso le frasi sopra riportate, come esagerate, deboli o stressate, perché non sarebbero in grado di “gestire” il loro periodo mestruale (Ballard, K. 2006)

A volte, si arriva a mettere in discussione il loro dolore che risiederebbe solo “nella loro testa” e non sarebbe quindi reale (Albee R. B., 2013).

Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta, come si manifesta e cosa si può fare per evitare di subirne gli effetti invalidanti e recuperare serenità e benessere…

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WHOLogoPurtroppo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci sono attualmente nel mondo, circa 150 milioni di donne, in età fertile, che soffrono di Endometriosi, 14 milioni in Europa e 3 milioni in Italia. C’è ancora scarsa conoscenza sull’argomento e molta paura di chiedere, di entrare nella intimità femminile, parlando di dolore, di ciclo mestruale, d’infertilità, e di credere che tanta sofferenza non è affatto normale.

Alcune donne non si rendono conto di avere i sintomi dell’endometriosi perché, a causa di antichi retaggi culturali, considerano i loro dolori pelvici assolutamente comuni, legati alla loro condizione femminile e, pertanto, non richiedono un aiuto professionale. D’altronde, occorre sottolineare che è una patologia poco diagnosticata dai medici, che impiegano diverso tempo ad identificarla e quindi ad intervenire su di essa. Si pensi che dall’inizio dei sintomi alla formulazione della diagnosi possono trascorrere anche 10 anni ed una diagnosi tardiva in una giovane donna ha un impatto devastante a livello psicologico.

L’endometriosi è, dunque, una malattia cronica ed invalidante che compare quando cellule affini all’endometrio (il tessuto che riveste le pareti interne dell’utero), s’impiantano al di fuori dell’utero. Queste cellule in sede anomala, note come lesioni, crescono e sanguinano ogni mese in risposta alle modificazioni ormonali che avvengono, comportandosi esattamente come l’endometrio durante il ciclo mestruale. Quindi, si possono sviluppare infiammazioni, conformazioni di tessuto cicatriziale e aderenze. La malattia viene riscontrata più frequentemente sopra e dietro la parte inferiore dell’utero, all’interno e sulle ovaie, sui legamenti uterosacrali, nel setto retto-vaginale, sulle tube di Falloppio, sulla vescica, sulle pareti intestinali, sul peritoneo.

Essa non è contagiosa e non si trasmette per via sessuale (fonte: endometriosis.org).

endometriosiL’endometriosi, spesso, genera una grande varietà di sintomi ed ogni paziente ha una sua personale combinazione degli stessi; tra i principali troviamo:

  • dolore pelvico prima e durante la mestruazione, durante l’ovulazione, durante l’evacuazione e la minzione;
  • dolore lombare;
  • cistiti ricorrenti;
  • irregolarità intestinale (stitichezza alternata a diarrea);
  • pesantezza al basso ventre;
  • dolori durante e dopo l’atto sessuale (64%);
  • infertilità nel 35% dei casi;
  • affaticamento cronico.

In alcuni casi, la malattia può essere del tutto asintomatica e la donna può accorgersene a causa della sua impossibilità di rimanere incinta (fonte: A.P.E Onlus – Associazione Progetto Endometriosi).

L’endometriosi, come ogni malattia cronica, costituisce un evento critico che difficilmente avrà un impatto puramente individuale. Infatti, si generano serie difficoltà, non solo per la donna che riceve la diagnosi ma anche per il partner e gli altri membri della famiglia.

A livello personale, le donne affette da endometriosi si trovano a dover affrontare limitazioni e perdite relative a:

  • salute: perdita di parti anatomiche e funzioni biologiche le fanno sperimentare la vulnerabilità, il senso del limite del proprio corpo. Possono insorgere sintomi di ansia, come reazione al vissuto di minaccia percepito, e depressione come reazione al vissuto di perdita dell’integrità e dell’identità psicofisica individuale; sono frequenti anche rabbia, frustrazione, perdita dell’autostima;
  • capacità lavorativa: il 14% delle donne affette da endometriosi si trova costretta a ridurre l’orario di lavoro, il 14% abbandona o perde l’attività lavorativa o è costretta a richiedere il prepensionamento; inoltre la donna può perdere giornate lavorative a causa dei periodi di degenza dovuti alle cure farmacologiche e agli interventi chirurgici;
  • autonomia, a causa dei forti dolori provati, che spesso impediscono alla donna di muoversi e lavorare fuori e dentro casa, ella può perdere la propria autonomia e necessitare dell’aiuto del proprio partner o di terzi, nella gestione della vita giornaliera, dovendo modificare le proprie abitudini quotidiane;
  • capacità riproduttiva: il 30-40% delle pazienti con endometriosi non riesce ad avere figli.  La frustrazione del desiderio di riproduzione è percepita dall’interessata come un vero e proprio lutto, una “reazione emotiva di fronte alla perdita di una capacità percepita da sempre come innata e legata alla decisione di renderla attiva attraverso l’atto sessuale” (Farri Monaco e Castellani Peila, 1994, p.83; Casadei, Gasparini, 2010). Può generarsi la paura di essere considerati inadeguati, di essere disapprovati o stigmatizzati, di subire la pressione di parenti e amici;
  • rapporti interpersonali: in alcuni casi, il dolore provato dalla donna può essere minimizzato da colleghi, familiari e amici, perché non viene compreso o non è riconosciuto, e questa ‘indifferenza’ alla propria condizione, può provocare nella donna atteggiamenti di chiusura, sentimenti di solitudine e d’impotenza.

conflictSulla coppia, la malattia incide profondamente innanzitutto perché il desiderio sessuale, l’eccitazione e l’orgasmo possono essere inibiti o ridotti dal dolore e/o dall’assunzione di terapie ormonali, per cui, la sessualità, quando praticata, può essere vissuta con tanta preoccupazione o poca soddisfazione. Si potranno allora generare difficoltà di relazione, di comunicazione e perdita dell’intimità. Inoltre, l’infertilità, spesso associata a sentimenti di inadeguatezza e incompletezza per la perdita del proprio ruolo biologico, può provocare tensioni, ansie e conflitti nella coppia.

Vivere con una malattia cronica secondo diversi autori (Asbring, 2001; Boss, Couden 2002; Pacini, Sarmiento, 2008), è un’esperienza assimilabile ad “un viaggio sulle montagne russe”, contrassegnato sia da una continua serie di alti e bassi dal punto di vista fisico, sia da cambiamenti di umore, anche repentini, che vanno dalla speranza alla completa rassegnazione.

L’endometriosi è, pertanto, una malattia che richiede notevoli sforzi di adattamento in molti ambiti dell’esistenza ed è opportuno che la donna impari ad affrontare le modificazioni che la patologia può provocare nella sua vita ed i continui alti e bassi che possono scandire la sua esistenza. Oltre a seguire una specifica terapia medica, è essenziale avere cura di se stesse mentalmente e fisicamente, alimentarsi correttamente, fare esercizio fisico regolare (calibrato in base alle proprie sofferenze), riposare a sufficienza, accettare e ricercare supporto sociale.

Qualora la donna che ne fosse affetta, non si sentisse in grado di gestire da sola i dolori e le varie conseguenze, potrà richiedere un sostegno psicologico o psichiatrico, una psicoterapia e/o entrare a far parte di un gruppo di auto – mutuo aiuto per condividere il proprio stato con altre donne che si trovano nella medesima condizione.

Esistono, in Italia, diverse Associazioni che forniscono informazione sulla patologia e supporto alle donne, per aiutarle a sentirsi meno sole ed incomprese.

In conclusione, è opportuno sottolineare che periodi di dolore pelvico intensi e prolungati nel tempo (che superano i 6 mesi) e che interferiscono con lo svolgimento delle normali attività della vita quotidiana (andare a scuola, lavorare, fare sport, avere una vita sessuale soddisfacente, ecc.), non sono normali e non devono essere passivamente sopportati, né risiede sempre tutto nella “testa della donna”.

starbenePotrebbero essere causati dall’endometriosi, che si manifesta in modi molto diversi. É opportuno parlare apertamente dei sintomi con il proprio medico, riferendo la frequenza e l’intensità con cui essi si presentano, come influiscono sulla vita quotidiana, eventualmente sulla possibilità di restare incinta. È importante, infatti, una diagnosi corretta e tempestiva, al fine di ridurre la morbilità, l’infertilità e la sintomatologia progressiva e per ricevere il giusto trattamento medico (ed, ove necessario, quello psicologico/psichiatrico) che permetterà alla donna di recuperare gradualmente una buona qualità della vita e col tempo la serenità psicofisica.

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Dott.ssa Daniela Mauro

Psicologa - Psicoterapeuta redattrice EMAIL: info@danielamauro.it Sono psicologa e psicoterapeuta cognitivo - comportamentale e il mio intervento si rivolge a giovani adulti, minori, coppie e genitori. Sono formata anche in psicologia giuridica, investigativa e psicodiagnostica clinico - giuridica, particolarmente nel test di Rorschach secondo il metodo della Scuola Romana Rorschach. Iscritta all'Ordine degli Psicologi - Psicoterapeuti del Lazio (con n. 18510), svolgo la mia attività professionale a Catanzaro presso il centro Polispecialistico Mater Dei, in Piazza Duomo 5. Mi occupo di consulenze, psicoterapie, interventi di sostegno psicologico, educativo e scolastico, incontri di Parent Training e collaboro nella progettazione ed implementazione di progetti di psicologia scolastica integrata e promozione del benessere a favore di docenti, alunni e genitori. Opero anche come consulente tecnico di parte (CTP) nell’ambito di procedimenti penali, civili e minorili. Da sempre, nutro un amore profondo per la Psicologia e l'essere umano; ciò mi spinge a lavorare con grande entusiasmo e a continuare a studiare per aggiornarmi sui nuovi sviluppi della Psicologia e della Psicoterapia. La conoscenza dell'Assertività e dei suoi principi mi ha cambiata professionalmente e personalmente; mi ha insegnato ad esprimere in modo efficace opinioni, pensieri, emozioni, desideri, abbandonando ogni spiacevole sensazione d'ansia o disagio. Principali aree di interesse: disturbi comportamentali ed emotivi, metacognizione, temperamento, stress genitoriale, endometriosi, traumi.

2 Responses

  1. Alessia ha detto:

    Ringrazio la Dr.ssa Daniela Mauro per l’articolo, per aver trattato l’argomento “endometriosi” in maniera semplice, chiara e precisa, affrontando non solo le problematiche fisiche ma anche quelle psicologiche.

    Approfitto di questo spazio per invitare le donne alla conferenza pubblica organizzata dall’A.P.E. Onlus, dal titolo “ENDOMETRIOSI: conoscerla e affrontarla” che si svolgerà Sabato 30 Novembre 2013 alle ore 16.00
    La conferenza è APERTA e GRATUITA.

    Policlinico Agostino Gemelli
    Largo A. Gemelli, 8 – 00168 Roma
    Indicazioni per raggiungere l’aula: dall’ingresso del 4° piano seguire il percorso grigio e salire al piano 5°, Aula 507.
    Per informazioni: roma@apeonlus.com
    http://www.apeonlus.cominfo@apeonlus.com

    http://www.apeonlus.com/dettaglio-news-778-roma-30-novembre-endometriosi-conoscerla-e-affrontarla

  2. Manuela ha detto:

    Bellissimo articolo! Completo e corretto! Soffri di endometriosi da sempre e posso confermare tutto!

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