Accidenti…arriva il Natale! Come sopravvivere alle festività…?!

KEEP-CALM-CARDNon si fa in tempo a riprendersi dallo shock di Halloween che nelle vetrine dei negozi le zucche vengono sostituite da abeti innevati, coccarde, slitte e pacchetti, le strade si illuminano a festa e al supermercato compaiono i primi pandori e panettoni:

è Natale!

Mercatini, addobbi e Babbi Natale su palazzi e centri commerciali non ci permettono di sfuggire alla frenesia delle feste e tra auguri da inviare, regali da fare, menù per cene e cenoni da stabilire, vacanze da pianificare, alberi e presepi a cui trovare posto in casa e soprattutto le riunioni di famiglia a cui si deve obbligatoriamente partecipare…il rischio è di vivere questo periodo di festa con più ansia e stress che non gioia.

Alcune ricerche dimostrano infatti che nel periodo natalizio le richieste di intervento psicologico aumentano fino al 20%. Ma cosa succede realmente?

Il Natale non dovrebbe essere di per sé fonte di amore e condivisione?

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christmas familyForse non è tutto oro quello che luccica, forse sotto l’immagine delle famiglie festose che si stringono attorno all’albero intonando canzoni natalizie c’è ben altro! Ed in questo caso la cultura crea e distrugge, salva e condanna…e così ci troviamo di fronte a pranzi forzati con parenti che non avremmo mai voluto vedere, a stress da regali, a isteria da cucina ma anche a tristezza, insoddisfazione, depressione, ansia, soprattutto da parte di chi quella “famiglia del mulino bianco” non ce l’ha.

Tutto ciò viene rafforzato dai media: televisione, giornali, internet…tutti  intenti a descrivere una cultura dei consumi e degli affetti che poco (o nulla) riflette la natura delle cose e che, a volte pericolosamente, va a creare modelli idealizzati di una realtà inesistente, alimentando ansie e frustrazioni e creando il cosiddetto “Christmas effect” (Sansone, Randy A., The Christmas Effect on Psychopathology, Innovations in Clinical Neuroscience, 2011).

A peggiorare la situazione c’è il famoso “disturbo affettivo stagionale (SAD)”, ossia quella sintomatologia depressiva che compare con il cambio di stagione e con la riduzione del periodo di luce solare: stanchezza, spossatezza, sonnolenza e difficoltà ad addormentarsi, disturbi dell’umore,  irritabilità…

Ed eccoci qui ad affrontare le festività ancora più stanchi di prima, svogliati, frustrati e ansiosi!

Tra i sintomi prevalenti si possono trovare infatti disturbi dell’umore e della sfera affettiva, sintomatologie ansiose riconducibili a situazioni di stress, senso di solitudine e di abbandono.

E passato il giorno di Natale tutti salvi? Ovviamente no! C’è il Capodanno!!

E così affiorano rimpianti, rimorsi, scelte sbagliate che pesano sulla nostra autostima, che mettono a dura prova il nostro umore e che magicamente ci fanno sperare che con il nuovo anno cambi tutto!

Come in ogni disagio che viviamo, anche qui conta il significato che noi attribuiamo all’esperienza vissuta. Più ci avviciniamo a quel mondo che i media ci propinano, più ci illudiamo che esista veramente la famiglia perfetta del mulino bianco che vive la gioia del natale a 360 gradi e più saranno grandi la nostra insoddisfazione e la nostra frustrazione!

NativityIl primo passo da fare, quindi, è quello di ridimensionare il tutto e assegnarli il ruolo che ha in realtà: il Natale è una festa religiosa che unisce famiglie e persone che si amano (e a volte anche quei parenti che tanto non sopportiamo) ma in ogni gruppo ci sono conflitti, liti e dissapori!

Pensare che magicamente con le festività possano scomparire è tanto utopico quanto disfunzionale!

Oltre a ciò c’è un altro tipo di nemico all’orizzonte: tutto deve essere perfetto! La tavola, gli addobbi, l’albero, il cibo…non possiamo di certo apparire impreparate di fronte alla suocera di turno! Ma il Natale non è una gara, non c’è una giuria con le palette pronta a valutare la vostra performance!

Il vostro valore di moglie, madre, figlia non dipende dalla lasagna o dalle posate d’argento!

Godiamoci quindi questo momento in famiglia, impegnandoci magari per riportare alla luce bei momenti passati insieme, ripercorrendo assieme una galleria di ricordi positivi ma senza per forza dover apparire la famiglia perfetta! Anche perché la perfezione, diciamocelo, è pure noiosa!

E quando non si è parte di una famiglia cosa succede nella nostra mente?

apprehensionGli effetti in questo caso sono ancora più devastanti! Ci sentiamo soli, abbandonati, senza un porto sicuro a cui ormeggiarci, una boa persa in un mare in tempesta! Le feste ci mettono in contatto con ciò che avevamo e abbiamo perduto, con ciò che desideriamo ma che allora stato attuale non abbiamo: anziani, malati, single, donne e uomini separati o divorziati…cosa possiamo fare in questo caso?

In primis possiamo ricordarci che ci siamo risparmiati tutto lo stress elencato precedentemente! Nessuna gara, nessuna competizione, nessun parente odiato che dobbiamo accogliere alla nostra tavola! Ma mi rendo conto che questo non basta quando ci troviamo di fronte al senso di vuoto e di abbandono…saremmo persino disposti a sedere alla tavola del nostro peggior nemico! E allora corriamo ai ripari: essere da soli non significa dover essere soli il giorno di Natale o di capodanno!

Per prima cosa accettare il vostro stato d’animo, è normale e non è per forza sintomo di una psicopatologia quale ad esempio la depressione (a meno che non ne soffriate già da tempo e in questo caso forse è opportuno rivolgersi ad uno psicoterapeuta). Vivete il vostro dolore (le emozioni soffocate creano molti più danno di quelle vissute in pieno che, per il solo fatto di viverle, prima o poi si esauriscono), accoglietelo, guardatelo e pensate che è solo temporaneo, legato a questo particolare momento!

Fatto ciò possiamo rimboccarci le maniche e cercare di passare le festività nel modo migliore! Vi propongo alcune ipotesi che possono essere anche solo uno spunto di riflessione per creare il vostro “piano festivo” ideale:

  • Potete provare a vivere il giorno di festa come un momento dedicato a voi, per fare ciò che non avete fatto durante l’anno, per vivere finalmente un momento di beata solitudine e di relax in cui magari leggere un buon libro, vedere un bel film (evitando assolutamente i programmi televisivi “a tema” che, come evidenziato sopra, mostrano solamente un qualcosa che si discosta dalla realtà), sorseggiando la vostra bibita preferita o cucinando il vostro “menu” ideale; oppure potete uscire da casa e andare a vedere una mostra, uno spettacolo teatrale o cinematografico…ma il tutto potrete farlo solo se uscirete dall’idea del Natale preconfezionato con tutte le aspettative che esso comporta! E poi, vuoi mettere quando al lavoro o tra amici direte “ho passato il natale dei miei sogni: per una giornata intera ho fatto esattamente quello che volevo!”?
  • Se proprio non volete passare le feste da soli potete provare a chiedere ad un amico di accogliervi nella sua famiglia. “E se disturbo? In fin dei conti non è la mia famiglia!” immagino che molti di voi ora staranno dicendo proprio questo! Ma è sempre un fatto di prospettiva, di come vediamo le situazioni: magari i nostri amici potrebbero essere contenti di avere al loro tavolo un viso familiare, un sorriso rassicurante che sia estraneo alle tensioni familiari…e poi mica dovete andare lì a fare peso morto! Portate qualcosa di utile, datevi da fare in cucina, giocate con i bambini…una mano in fin dei conti è sempre gradita…ed ecco che gli eventuali sensi di colpa scompaiono!
  • Non vi piace neanche questa soluzione? Allora ve ne propongo un’altra!  Ci sono tante associazioni, tanti centri che si occupano di persone meno fortunate: malati, senza tetto, disabili, bambini in casa famiglia, animali abbandonati…potrebbe essere un modo per sentirsi veramente utili regalando un sorriso ed una carezza a chi non attende altro! Spesso queste occasioni, grazie all’impegno di volontari, si trasformano in una vera festa piena di gioia e divertimento!  E non dimenticate che è sempre utile e formativo entrare in contatto con un mondo che, solitamente, teniamo distante, è un fattore di crescita individuale che potrà sicuramente arricchirvi!

E se tu, lettore che sei arrivato alla fine, sei tra quei pochi fortunati che invece ha il Natale perfetto…beh allora rimboccati le maniche e agisci!

Qua sopra hai parecchi spunti di riflessione per rendere perfette anche le feste di qualcun altro…a volte non ci pensiamo perché siamo presi da impegni e preparativi, ma sicuramente anche tu conoscerai una persona che passerà le feste da sola: forse è arrivato il momento di contattarla e di invitarla a condividere questo momento con te e con la tua famiglia!

E in qualsiasi modo deciderete di passare questi giorni, io intanto vi auguro BUONE FESTE!merry xmas

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Dott.ssa Chiara Illiano

Psicologa clinica, psicoterapeuta, esperta in psicologia giuridica, formatrice redattrice EMAIL: c.illiano@tiscali.it Nel 2005 ho conseguito la laurea in psicologia presso l’Università La Sapienza di Roma e, come la maggior parte degli psicologi, sognavo di fare la psicoanalista. Il destino e, soprattutto, le mie scelte, mi hanno invece portato a specializzarmi in psicoterapia breve ad approccio strategico e a diventare psicologa giuridica. Amo la pragmaticità, la creatività, credo che il cambiamento passi attraverso una nuova visione della realtà, di noi stessi e di chi ci circonda. Come dice Huxley “la realtà non è ciò che ci accade ma ciò che facciamo di quello che ci accade”. Ho iniziato la mia “vita” da professionista, collaborando con un’associazione che si occupa di “minori a rischio” e di “anziani fragili”, per poi passare al Telefono Azzurro, in cui ho lavorato per circa 3 anni. Dal 2010 ho iniziato la mia avventura da libero professionista come psicoterapeuta, psicologa giuridica, esperta in tecniche di rilassamento ed ipnosi e formatrice/docente presso enti pubblici e privati. Collaboro, inoltre, con un’associazione che si occupa di dipendenze (da sostanze, da alcool, da internet, da gioco e affettive) e di disagi psicologici individuali e relazionali. Non ho certezze nella mia vita e non credo nelle verità assolute, ma il paradosso sta proprio qui, infatti sono certa che questo sia il MIO lavoro e lo faccio in primis con passione e amore.

5 Responses

  1. Sabrina Costantini ha detto:

    Cara collega hai ragione,
    Natale può essere una bella festa, ma può essere anche occasione per rimpiangere chi non c’è, chi non c’è più, chi non c’è mai stato, qualcosa che non si conosce.
    Può essere triste e deludente, fino ad essere depressivo.
    E’ importante dare alle cose il giusto valore e prendere il Natale, come occasione di riflessione su sè, su ciò che desideriamo e ciò che possiamo fare per ottenerlo.
    Un bilancio sulla propria vita può essere triste, ma è anche un’occasione per fare dei sogni, progetti, per rivalutare ciò che di buono abbiamo.
    Teniamo presente che non c’è solo ciò che manca, ma sicuramente ciascuno di noi ha conquistato alcune proprie mete personali, raggiunto obiettivi, cambiato qualcosa che sembrava irraggiungibile!
    Il bicchiere non è solo mezzo vuoto, è anche mezzo pieno! Ed il vuoto deve rappresentare non un rimpianto ma uno stimolo.
    Buona riflessione a tutti!

  2. Dott.ssa Chiara Illiano ha detto:

    Cara collega concordo in pieno con quanto scrivi
    e ti ringrazio per il tuo prezioso commento!!!
    Anche se in ritardo ti (vi) auguro buon anno!

  3. sabrina Costantini ha detto:

    @ Dott.ssa Chiara Illiano:
    Buon inizio a te!

  1. 12 dicembre 2013

    […]   […]

  2. 23 dicembre 2015

    […] con piacere un articolo che scrissi qualche anno fa per il sito “Psicologia ok” e che fu ripreso anche dal noto mensile Natural Style (“Trasforma in paradiso […]

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