Perdonare un tradimento? La visione “sistemica” dell’adulterio

keyboard-and-mobile-phoneTelefonini squillanti lasciati inavvertitamente sul tavolo di casa, orecchini splendenti dimenticati sul sedile dell’auto, inequivocabili conti d’albergo casualmente lasciati nella tasca della giacca… Segni incontrovertibili della presenza di un terzo che si insinua…

Ma perché nasca un tradimento all’unità della coppia, bisogna che quest’ultima esista, e non sia un mero artefatto di una cerimonia e di un certificato.

Che cosa allora definisce una coppia?

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couple-in-loveLa coppia è definita da un confine immaginario che ne delimita un territorio ed uno spazio interno, condiviso, esclusivo ed escludente, grazie al quale è possibile distinguere il legame tra i due partner da tutti gli altri rapporti che entrambi intrattengono al di fuori dalla coppia (Monguzzi, 2006).

Il principio fondatore della coppia è quindi il desiderio di due persone di creare un’unione che le trascenda, l’attribuzione di significato che i due partner condividono rispetto al proprio legame anche rispetto ad una progettualità futura e la capacità di questa dimensione di permettere  l’appagamento a bisogni biologici, sociali e psicologici.

Da un punto di vista sistemico relazionale la coppia poi è sempre il risultato dell’incontro di due sistemi familiari, e la qualità del legame di coppia con il suo potenziale evolutivo e la possibilità di superare la crisi, ha a che fare con le vicissitudini relazionali di ciascun membro della coppia e dalla posizione ricoperta all’interno della sua famiglia d’origine, cioè con il legame che questo ha stabilito con le persone significative della sua vita.

In particolare tutte le coppie che si formano stabiliscono alcune condizioni che vengono esplicitate chiaramente (“guai a te se mi tradisci”) mentre altre rimangono “non dette”, date per scontate per il buon proseguimento della storia.

Questa seconda categoria di premesse è detta “patto segreto”: un contratto implicito su cosa ciascuno si attende dall’altro, su quali sono i bisogni che ciascuno chiede vengano soddisfatti all’interno della relazione di coppia e su cosa ciascuno è disposto a dare all’altro per soddisfarli; su cosa è concesso all’interno della relazione e cosa invece è vietato, su quale sia la direzione comune intrapresa. Queste regole, non essendo esplicite, rendono difficile la comunicazione su di esse; a volte capita, per motivi legati alla crescita individuale o a una crisi personale, che alcune delle regole, fino a quel momento condivise, in uno dei due partner cambino.

Il  tradimento nella maggior parte delle coppie rompe non solo il contratto esplicito, ma anche il “patto segreto”.

In quest’ottica però esso si può considerare comunque un evento nella coppia: è sempre il terminal di una dinamica relazionale della coppia.

It rings the elevator bellNon a caso molti tradimenti sembrano fatti apposta per essere prima o poi scoperti: altro non sono che segnali, che, più o meno inconsciamente, avvisano il partner di un tradimento, che in realtà sotto sotto è, per molti aspetti, soprattutto una provocazione o un sadico e inconscio richiamo dell’attenzione.  Punendo il partner, in realtà i traditori non si stanno staccando da lui/lei per cercare di legarsi ad un’altra persona. Questi tradimenti non significano che chi li compie si stia stancando della quotidianità, sia semplicemente deluso della vita di coppia, ma costituiscono un mezzo, più o meno consapevole, per rinegoziare la relazione con il partner, attraverso un attacco che viene sferrato attraverso un’avventura, una relazione extraconiugale, spesso compiuta con una persona che riveste un ruolo di puro strumento.

Questo aspetto di provocazione, si badi, può essere presente sia che il coniuge venga a scoprire il tradimento sia che ne resti all’oscuro, in quanto il sentimento che anima la persona che tradisce il coniuge sarà comunque del genere: “così impara”. Chi tradisce, sotto sotto “vuole” che l’altro scopra, si arrabbi, protesti, urli, si dichiari ferito. In certe coppie l’indifferenza disattenta del partner pesa e offende più della sua rabbia.

In altri casi, specialmente quando a tradire è lui, il tradimento è la risposta più o meno inconscia a un abbandono o a una più o meno pesante messa da parte.

Quali altri fattori possono portare a tradire?

  • La presenza di famiglie di origine che interferiscono eccessivamente nella vita di coppia: il rapporto di coppia si costruisce nello scambio tra i due partner che porta a nuovi modelli di relazione, frutto di una rielaborazione di quelli trasmessi nelle famiglie di origine. Una coppia può maturare in modo funzionale se i partner integrano nella relazione ciò che ognuno ha portato “in dote” dalla propria famiglia d’origine. Se però uno dei due membri non si è mai realmente svincolato dalla propria famiglia, si verifica un’interferenza eccessiva da parte di una delle famiglie di origine nei confronti della vita di coppia (Andolfi, 1999). Esempi di questo tipo sono riscontrabili quando il pensiero di uno dei due componenti della coppia è un riferimento a quello dei propri genitori o quando una delle due famiglie interviene esplicitamente nella vita di coppia, anche magari con buone intenzioni, come supportare economicamente, ma creando un effetto di dipendenza o disagio nell’altro partner.
  • Eventi della vita che vanno oltre la soglia della sopportabilità: si tratta di traumi, ovvero eventi che non siamo psicologicamente pronti ad affrontare (a differenza del più comune e meno dannoso stress): anche i traumi sono superabili, ma a volte creano un effetto così dirompente che ha l’effetto di un terremoto tremendo che lascia al suolo le macerie della coppia. Si tratta di eventi come la morte di un figlio piccolo, la nascita di un figlio disabile, un tracollo economico, per citare alcuni esempi.
  • Il cambiamento di un solo partner. Se solo uno dei due partner evolve in modo da distanziare l’altro per via di una crescita di consapevolezza, di intraprendenza o di maturità, l’altro non lo riconosce più: “non è la persona che ho sposato”, commento che può prodursi anche davanti a cambiamenti non necessariamente “evolutivi” dal partner.

Il tradimento dunque può facilmente essere un corridoio che porta alla rottura, ma se la coppia riesce a coglierne non solo il significato negativo, la possibilità di una risoluzione positiva esiste. Il superamento della crisi iniziale, può aiutare i coniugi a riflettere sulla loro relazione, sulle cause che possono aver contribuito al tradimento, sul suo significato e ad avere un’idea più chiara di sé, del partner e del proprio rapporto.

Questo può aiutare a prendere decisioni riguardo al matrimonio (relazione di coppia), con maggiore chiarezza e consapevolezza, non per reazione alla crisi.

happy-coupleLa crisi di coppia innescata dal tradimento dovuto ad una relazione extraconiugale può divenire un’opportunità potenzialmente importante per entrambi i coniugi per sentirsi coinvolti nel mondo emotivo dell’altro/a e per ricostruire la relazione coniugale su nuove basi in modo da permettere a entrambi i coniugi di soddisfare le proprie necessità.

Molte coppie in crisi riescono a superare da sole questo momento delicato, altre invece, chiedono l’intervento di uno specialista.

Ciò che in generale aiuta ad uscire dalla crisi è acquisire l’idea che la verità è relativa: la mentalità lineare di “chi ha ragione e chi ha torto” è un concetto relativo e non assoluto. Ammettere che esistano “le mie ragioni e le tue ragioni” e che “anche le tue ragioni hanno una certa credibilità” permette di vedere le cose in maniera circolare e interdipendente.

Avere l’idea che “potrei anche vivere senza di te”, anche se sembra un paradosso, difende e tutela la relazione attribuendole un valore relativo; pensare che “se tu non ci fossi io morirei” non aiuta la coppia. Pensare invece al “non essere insieme” come una condizione di intenso ed estremo dolore, ma non alla fine di tutto e della vita, aiuta la coppia a relativizzare l’assoluto e a fare un passo verso la serenità. Questo è un atteggiamentoche  permette la costruzione di un retroterra mentale che prepara a gestire le difficoltà che possono presentarsi nella vita.

Infine, per vivere in maniera “sana” la coppia, c’è la questione, forse più scontata, del preservare ampi gradi di autonomia personale.

Ovviamente i partner sono dipendenti l’uno dall’altro ma, se i gradi di autonomia personale sono elevati, visibili e buoni, la coppia sta meglio.

Ma che ne è del terzo incomodo?

La relazione con una persona già impegnata, che andrebbe correttamente definita “non-relazione”, si caratterizza tendenzialmente come un rapporto di non reciprocità, di non scelta, in cui i bisogni dell’altro (l’amante) non sembrano essere visibili. Si tratta di una storia di passione e di desiderio che, molto spesso, ha poco a che fare con l’amore.

matchstickLe statistiche indicano che più della metà degli infedeli non è innamorata della nuova conquista e  questo a danno soprattutto delle donne che soffrono di più perché, eccezioni a parte!, fanno fatica a stare semplicemente nella dimensione sessuale caratteristica della non-relazione ma sperimentano subito il bisogno di una relazione affettiva. È poi vero che a volte anche nella non-relazione ci si comporta “come se” si fosse innamorati, da parte di entrambi, sforzandosi di condividere uno spazio del noi, di mettere su una sorta di relazione, di fare insieme cose carine, oltre al sesso.

Ma quando il bisogno di novità è stato soddisfatto e la tolleranza alla clandestinità del terzo diminuisce drasticamente il castello di sabbia si sgretola,  e il desiderio di ritornare alle relazioni realmente fondate porta a riconsiderare ogni cosa.

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Dott.ssa Valeria Buono

Psicologa dello sviluppo e dell'educazione Specializzanda in psicoterapia sistemico-familiare redattrice EMAIL: VALERIA_BUONO@libero.it Credo fermamente che l'identità individuale sia frutto delle relazioni significative che la persona ha intrattenuto e intrattiene nel corso della vita e professionalmente mi muovo a partire da questo principio (disturbi della condotta alimentare, sostegno psicologico ai familiari di malati di Alzheimer e sclerosi multipla, consulenze psico-educative nelle scuole). Considero ogni eventuale problematica non come una caratteristica insita nell'individuo o nel sistema familiare, ma come una modalità di comunicare agli altri significativi, a partire dalle esperienze relazionali e dalla peculiare posizione occupata all'interno del sistema di riferimento. Una frase celebre che è anche un principio attraverso il quale approcciarsi al lavoro è "la mappa non è il territorio, e il nome non è la cosa designata" di Gregory Bateson.

2 Responses

  1. Italo ha detto:

    Dinamiche che si mettono spesso in atto, leggerle aiuta a prendere coscienza di come decisioni dettate spesso da orgoglio e dolore possano, se prese emotivamente senza riflettere,privarci di un’occasione unica per un salto di qualità nella relazione di coppia.

  2. Dott.ssa Laura Caminiti ha detto:

    @ Italo:

    Caro Italo,
    hai perfettamente ragione! Aggiungo solo una considerazione che il tuo commento ha stimolato: il salto di qualità dev’essere fortemente cercato da entrambi!
    Capita che qualcuno abbia l’illusoria speranza che sforzandosi di più possa in qualche modo sopperire alla mancanza d’impegno dell’altro e salvare comunque la propria relazione…ma non è così. Se il tradimento deve segnare la rinascita di una coppia e non la sua fine, beh…allora entrambi devono avere la volontà e il coraggio di mettere in discussione se stessi e il legame; impegnandosi con tutte le forze nel difficile compito di scavare a fondo dentro se stessi, comprendere appieno le dinamiche che hanno condotto fin lì e ricostruire pezzo per pezzo la relazione, su nuove basi e maggiore consapevolezza.
    La tattica di riprendere esattamente da dove si è lasciato, facendo quasi finta che nulla sia accaduto risulta solitamente fallimentare perché non consente un “perdono autentico” e non attiva un vero cambiamento.

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