Piacersi o piacere? Questo è il dilemma!

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a cura della Dott.ssa Erika Patracchini

Il bisogno di approvazione e riconoscimento delle proprie qualità credo sia innato in ognuno di noi, in altre parole “a tutti piace piacere!”. Ma se riflettiamo un attimo sembra quasi che oggi questo bisogno innato sia portato all’estremo…proviamo a pensarci su: spesso gli/le adolescenti misurano la propria popolarità (e di conseguenza la propria autostima ) secondo i “mi piace” ottenuti su Facebook o secondo la quantità di “follower” su Twitter e su altri social network, e molte volte a seguito di insulti o offese ricevute  sul web si hanno risvolti tragici.

Certo non si può semplificare e alla base di gesti estremi a seguito di una messa alla gogna pubblica ci sono senz’altro cause concomitanti e fragilità personali, ma non bisogna sottovalutare il potere che la popolarità/impopolarità ha su noi tutti.

In fondo siamo tutti un po’ narcisisti e con questo termine non mi riferisco al disturbo narcisistico di personalità*, ma alla voglia e spesso al bisogno di essere in qualche modo accettati e apprezzati dagli altri.

Questa esigenza viene soddisfatta in molti casi aderendo ai modelli più popolari proposti/imposti dai media, secondo i quali bisogna essere: fisicamente attraenti, intelligenti, simpatici, dinamici, ottimi genitori e instancabili lavoratori, e chi più ne ha più ne metta…ma…

è possibile possedere tutte queste qualità?

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ken_and_barbieCredo sia normale che una persona che tenti di adeguarsi ai modelli proposti per soddisfare il proprio bisogno di accettazione  soffra, nel migliore dei casi, di ansia da prestazione.

Mi spiego meglio…ad esempio molti neo-genitori leggono qualsiasi manuale teorico o pratico sulla genitorialità per essere all’altezza del ruolo di genitore, con conseguenti ansie e paure rispetto al proprio comportamento con i figli. Ma… invece di cercare di aderire ad un modello ideale, non sarebbe più produttivo (e meno ansiogeno aggiungerei) riflettere sulla propria situazione e accettare che si può essere bravi genitori anche senza “imbottirsi” di teorie e perdere di vista la propria realtà?

E se alla base della paura di sbagliare c’è una fragilità, non è più opportuno chiedere un aiuto per risolvere tale fragilità, che affidarsi alla miriade di consigli dispensati dai manuali, che magari sono ottimi, ma di certo non si riferiscono alla situazione particolare in cui si trovano?

Questo perchè ognuno ha la sua storia, è personale e non generalizzabile e come tale va interpretata, accettata e (quando necessario) risolta!

Come possiamo comportarci per essere meno “dipendenti” dalla accettazione degli altri e di conseguenza meno ansiosi?

Ovviamente non c’è una sola risposta in quanto ogni storia è diversa dall’altra. In linea generale un consiglio che mi trovo a dare spesso è cercare di acquistare maggiore autostima pensando alle piccole/grandi cose che facciamo ogni giorno e che ci danno soddisfazione…anche le più banali!

Troppo spesso ci concentriamo solo sui grandi obiettivi e ci perdiamo le piccole conquiste quotidiane, parlo davvero di piccole cose, ad esempio per un ragazzino un compito svolto in modo soddisfacente, per un ritardatario cronico il fatto di essere arrivato in orario, insomma, piccoli gesti o conquiste che riescono a farci percepire le nostre qualità e potenzialità.

Bisogna, per dirlo in altri termini, cercare l’accettazione e  l’approvazione in noi stessi, prima che negli altri!

Solo con questo lavoro su di sé si arriva alla consapevolezza delle nostre qualità (che saranno molte più di quelle che ci si aspetta!) e dei nostri difetti, i quali possono essere dei punti di partenza per migliorarci e acquisire sempre più fiducia in noi stessi!

perfect-plumUn altro mito da sfatare (sempre secondo il mio modesto parere) è la perfezione ad ogni costo: la perfezione non esiste e sbagliare è umano! Per dirla in latino “errare humanum est, perseverare autem diabolicum”: è il continuare a sbagliare dopo aver preso coscienza dell’errore che è controproducente, non l’errore in sé!

Inoltre avere coscienza dei propri errori e dei propri difetti ci impone dei limiti per quanto riguarda gli obiettivi che ci poniamo, ed è molto più proficuo per il benessere personale inseguire mete raggiungibili, che porsi obiettivi irrealistici per le nostre possibilità, i quali, in caso di fallimento, alimenteranno ansie e frustrazioni.

Infine, aumentando la propria autostima e acquistando allo stesso tempo una maggiore consapevolezza dei propri limiti, si incrementa la fiducia in sé stessi, che è fondamentale non soltanto per gli obiettivi da raggiungere, ma anche per le relazioni con gli altri!

“Se non ami te stesso, non puoi amare gli altri” (Dalai Lama)

*Disturbo narcisistico di personalità: consiste in un atteggiamento generalizzato e pervasivo di grandiosità ed elevata autostima, di necessità di ammirazione incondizionata e mancanza di empatia, nonché in una mancanza di considerazione e rispetto dei diritti e delle emozioni altrui, motivata dalla certezza che tutto sia dovuto al paziente data limportanza della sua persona. (Dizionario di medicina, 2010)

Consigli di lettura:

  • M.M.Antony & R.P. Swinson, “Nessuno è perfetto – Strategie per superare il perfezionismo” – Ed Italiana a cura di N.Marsigli & G. Melli
  • N. Branden “I sei pilastri dell’autostima” – Edizioni Tea Libri

 

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Dott.ssa Laura Caminiti

HR Consultant, specialista in selezione e formazione delle Risorse Umane Socia fondatrice, amministratrice e responsabile di PsicologiaOK EMAIL: caminiti.laura@gmail.com Sono una persona socievole e dinamica, aperta alle novità e al cambiamento. Da bambina ho sognato di fare il prestigiatore, il meccanico, lo scienziato, l’artista, il veterinario...poi a un certo punto mi sono accorta che mi piaceva osservare le persone. Così ho scelto la Psicologia e, poco più avanti nel percorso, ho conosciuto e mi sono innamorata della Psicologia del Lavoro e di tutto ciò che ruota intorno al settore delle Risorse Umane. Oggi sono una Psicologa del Lavoro e delle Organizzazioni iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Lazio (n° 18846). Specialista in valutazione, selezione e sviluppo delle Risorse Umane. Sono appassionata di nuovi media e coltivo questo interesse attraverso la redazione e diffusione di articoli di psicologia sul web. Sono una persona che ama darsi da fare, appassionata studiosa delle dinamiche umane, che ha fatto della valorizzazione delle Risorse Umane e della diffusione della cultura in ambito HR la sua missione. Ho avuto modo di confrontarmi anche con il mondo della ricerca e dell'elaborazione dei dati collaborando con importanti case editrici per progetti di adattamento e sperimentazione di test per l’assessment psicologico. In passato ho accumulato una buona esperienza nei servizi educativi e di comunità, principalmente rivolti all'infanzia ma anche alle famiglie in situazione di disagio sociale. La mia frase preferita: “Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde” (Alessandro Baricco)

1 Response

  1. Vito ha detto:

    Salve sono un ragazzo di 30 anni,della bilancia e il mio segno e’ uno di quelli che gli piace il bello è l eleganza,ora la mia autostima si è’ abbassata perché io non mi reputo bello ed elegante

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