Facebook e la felicità: quanti amici hai?

Il mondo della ricerca non poteva non occuparsi dei social network!

Due ricercatori statunitensi si sono proposti di verificare se chi ha un numero maggiore di amici su Facebook dichiari di essere maggiormente felice di chi ne può contare di meno e se lo stesso dato influenza anche la sensazione di essere supportati socialmente (ovvero pensare che i propri amici siano generalmente disponibili a offrire comprensione e aiuto).

In più hanno anche analizzato le modalità di costruzione del proprio profilo contrapponendo essenziali e sincere presentazioni contro abbaglianti e luccicanti promozioni della propria immagine, insomma: veristi contro incorreggibili d’annunziani (e mi perdonino i cultori).

Avere molti amici è considerato un fattore fondante del supporto sociale: più amici abbiamo e di norma più ci sentiamo aiutati, amati e di conseguenza aumenta la generica sensazione di benessere e felicità. Succede anche con gli amici della rete? Tanto affetto da pochi amici selezionati oppure la quantità fa la qualità? E lo stile dei profili come influenza queste dimensioni?

In risposta a queste domande i risultati dello studio mostrano che c’è un numero “giusto” di contatti che influisce positivamente sulla percezione di supporto sociale: troppi amici o troppo pochi sono infatti associati ad una scarsa percezione di supporto da parte degli altri, come se da un certo numero in poi gli amici non possano essere considerati amici veri e propri.

Anche i modi in cui si costruisce il profilo influiscono sulle dimensioni della felicità e del supporto sociale. Selezionare per la propria pagina gli aspetti migliori della propria vita e del proprio essere, mettendo in luce soltanto i momenti cool della giornata, escludendo i particolari su eventuali momenti di sconforto o piccole e grandi sconfitte quotidiane è positivamente legato alla sensazione di benessere ma non alla sensazione di supporto sociale.

Allo stesso modo, anche raccontare attraverso il proprio profilo personale le vicende meno luminose della giornata è correlato in modo positivo al benessere auto percepito; ma questa volta, è anche la sensazione di essere supportati dai propri amici ad entrare in gioco, in quanto queste persone sostengono più delle altre di poter contare sull’aiuto e la comprensione degli amici.

I ricercatori aggiungono che evidentemente la scelta di mostrare i lati meno vincenti di se stessi fa sì che si abbia la percezione (magari corretta?) che ci sia qualcuno pronto a darci una mano.

References:

Kim J. and Lee J E., The Facebook Paths to Happiness: Effects of the Number of Facebook Friends and Self-Presentation on Subjective Well-Being Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking. June 2011, 14(6): 359-364. doi:10.1089/cyber.2010.0374

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Dott.ssa Elena Amistà

curatrice della rubrica "rassegna stampa scientifica" Psicologa (iscrizione all’Ordine degli Psicologi del Piemonte n°5820), laureata nel 2008 in Scienze della Mente, presso l’Università degli Studi di Torino, ha frequentato master biennale in Metodi Qualitativi per la Ricerca Applicata all’Indagine Sociale e di Marketing dell’Università Cattolica di Milano. Da sempre interessata ai temi della metodologia della ricerca in ambito psicologico e sociale, coltivo la passione della “buona ricerca” prima di tutto tenendomi informata! Svolgo attività di ricercatore e intervistatore per diversi enti e istituti di ricerca e attività didattica presso l’Università della Valle d’Aosta.

1 Response

  1. 8 giugno 2014

    […] propria popolarità (e di conseguenza la propria autostima ) secondo i “mi piace” ottenuti su Facebook o secondo la quantità di “follower” su Twitter e su altri social network, e molte volte a […]

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